L’alfabeto inventato dei bambini

17 maggio 2017 17:06

Il 13 maggio siamo stati invitati a Milano per tenere un laboratorio al festival A spasso con Sofia. Un weekend “in cui usare gli strumenti del mondo della filosofia e della didattica dell’arte”. Due giorni per bambini e famiglie alla scoperta di alcuni posti della città: dall’orto botanico di Brera al labirinto di Arnaldo Pomodoro, dal piccolo teatro Grassi a palazzo Marino.

Ispirazione
Nel 1982, alla scuola elementare Luigi Settembrini di Roma, Giovanni Lussu tiene un laboratorio di “poesia disegnata” in occasione dell’iniziativa delle biblioteche comunali Il gioco della rima. Ecco il suo racconto, tratto da La lettera uccide:

Che bambini ragionevolmente alfabetizzati (ma che ancora non utilizzino la scrittura in modo meccanico) possano intanto divertirsi a manipolare la scrittura, e quindi realizzare una sintesi stimolante (evocativa, appunto) tra espressione figurativa e espressione che si serve della scrittura come pura trascrizione del linguaggio. Quindi, non testi illustrati da disegni, né illustrazioni commentate da didascalie; ma le due cose insieme […] Ritrovare, attraverso i nostri poveri segni alfabetici, il magico della scrittura (il linguaggio perduto).

Palazzo Marino
Fogli, pennelli e colori a tempera. Siamo nel cortile di palazzo Marino. Raccontiamo ai bambini come trent’anni fa altri bambini hanno partecipato allo stesso laboratorio (o molto simile). Gli chiediamo di scrivere un alfabeto inventato, il loro nome e altre parole, dimenticando per un paio d’ore quello che hanno imparato a scuola. I più perplessi sono i genitori ai quali è stato chiesto di partecipare e si è verificato proprio quello che Lussu scrive in Tebe dalle sette porte:

Quest’approccio alla scrittura è possibile proprio per i bambini in questione, intorno ai nove anni, i quali hanno già un ragionevole controllo di lettura e scrittura, ma per i quali queste competenze non sono ancora automatizzate.

La “tirannia dell’alfabeto”, infatti, aveva colpito gli adulti che alla richiesta di scrivere “vento” hanno semplicemente scritto V E N T O.

Finale
Nelle foto in basso i risultati del laboratorio. E chissà se ci sono delle differenze con i disegni del 1982. Speriamo, però, di aver trasmesso la stessa magia dell’esperienza di trent’anni fa. Pasquale Cavorsi, Marta Russo

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