L’impatto del turismo di massa comincia a minacciare seriamente il patrimonio artistico di Cuba. All’inizio degli anni Novanta, in seguito al crollo dell’Unione Sovietica e al taglio degli aiuti finanziari, il turismo è diventato per l’isola una risorsa fondamentale. Questo ha portato a una sorta di “globalizzazione del paesaggio”, naturale e urbano: “Esiste un modo”, si chiede Newsweek, “per tenere gli archi dorati di McDonald’s fuori dai paesi postcomunisti e comunisti?”.
Cuba può vantare un patrimonio architettonico importante: per quanto riguarda le costruzioni di epoca coloniale e i luoghi storici esistono dei piani governativi, piuttosto efficienti, di conservazione e restauro. L’allarme lanciato da Newsweek riguarda però un momento dell’architettura cubana meno conosciuto e altrettanto significativo. Durante gli anni Sessanta, Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara fondarono alcune scuole d’arte per dare vita a un’architettura di Stato: fu un’avanguardia che ancora oggi alcuni critici giudicano eccezionale.
In quegli anni videro la luce edifici apprezzabili per spregiudicatezza e innovazione. Sono proprio questi ultimi che oggi rischiano più di altri la decadenza o la demolizione.