Ogni settimana il meglio dei giornali di tutto il mondo
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La newsletter di Internazionale presenta in modo semplice e veloce i titoli di apertura dei
principali quotidiani stranieri
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Di che parlano i giornali di tutto il mondo: Energia |
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Energia
L'oro nero non manca
Molti pensano che i pozzi di petrolio siano agli sgoccioli, ma secondo Leonardo Maugeri dell'Eni le riserve disponibili e le nuove tecnologie sarebbero sufficienti per soddisfare il fabbisogno energetico per molti anni. "Dalla fine della prima guerra mondiale", puntualizza su Science l'esperto controtendenza, "sono state fatte previsioni allarmistiche sull'esaurimento delle scorte, che invece sono aumentate".
Le riserve attuali sono più di mille miliardi di barili con un consumo annuo di 28 miliardi di barili. L'allarmismo nascerebbe dall'uso improprio di modelli statici, che valutano solo la geologia del processo e non la tecnologia o il mercato. Grazie allo sviluppo tecnologico, il costo per barile della ricerca e dello sfruttamento del petrolio è calato negli ultimi vent'anni e la percentuale di estrazione è cresciuta.
Secondo Maugeri il petrolio c'è, ma i paesi produttori hanno ridotto gli investimenti e trascurato le tecnologie. Preferiscono lasciarlo lì dov'è per non creare eccedenze sul mercato che ne farebbero abbassare il prezzo. Inoltre, sarebbe stata proprio la paura infondata di rimanere a secco ad aver spinto in passato l'occidente a scelte politiche sbagliate per ottenere il controllo sui paesi produttori.
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Energia
Le rotte del petrolio
La Thailandia vuole spodestare Singapore come principale centro per il commercio e il trasporto del petrolio nell'Asia del Pacifico. In gennaio la compagnia petrolifera di stato, Ptt Pcl, ha aperto un centro per il commercio del greggio a Sriracha, porto situato a sud est di Bangkok.
La struttura è stata inaugurata dal primo ministro Thaksin Shinawatra, secondo il quale il paese dominerà il commercio di petrolio in Asia nel giro di cinque anni. Entro il prossimo aprile, inoltre, partiranno i lavori per la costruzione di un oleodotto lungo 240 chilometri che farà passare il petrolio dal mare delle Andamane, nell'Oceano Indiano, al Golfo del Siam, nell'Oceano Pacifico. Secondo i tecnici tailandesi, l'oleodotto diventerà la rotta privilegiata per il trasporto del greggio dal Medio Oriente verso Cina, Corea del Sud e Giappone.
Attraverso questo percorso, infatti, le compagnie petrolifere percorreranno circa mille chilometri in meno rispetto alle altre rotte della regione e risparmieranno due dollari al barile. "Molti scettici", scrive Shawn W. Crispin, "mettono in dubbio la bontà del progetto, che però ha già destato l'interesse della Cina, alla ricerca di rotte più economiche e sicure per le enormi quantità di petrolio necessarie alla sua crescita economica".
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Energia
Gas per l’Europa
L’unione europea dipende ancora dalla Russia per la maggior parte delle sue importazioni di gas naturale. Per diversificare i propri approvvigionamenti, Bruxelles ha deciso di puntare sulle ricche risorse dell’Asia centrale e del bacino del Mar Caspio, che potranno raggiungere i paesi dell’Unione passando per i Balcani.
Attualmente il progetto più avanzato è quello che prevede la costruzione di un gasdotto lungo 300 chilometri, che passerà attraverso Turchia, Grecia e Italia, e dovrebbe costare circa 200 milioni di euro. Un’altra arteria fondamentale per il trasporto del gas partirà dall’Asia centrale e raggiungerà l’Europa occidentale dopo aver attraversato Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria. Quest’ultimo progetto è ancora in fase di preparazione e probabilmente sarà realizzato tra il 2010 e il 2012.
Ai due gasdotti principali si aggiungeranno alcune linee secondarie, alcune delle quali, come quella che collega la Romania e l’Ungheria, sono state quasi ultimate. Secondo le stime nel 2020 il fabbisogno di gas dell’Unione europea ammonterà a 900 miliardi di metri cubi, più del doppio rispetto alla cifra registrata nel 2000, e almeno il 60 per cento di questo gas dovrà essere importato.
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