Internazionale

venerdì 3 febbraio 2012 aggiornato alle 18.46

Nuovi italiani

Creare ricchezza con la vaniglia

  • 4 giugno 2010
  • 12.07

Sarah Zuhra Lukanic è una scrittrice nata in Croazia nel 1960. Vive a Roma dal 1987.

“Se sei in crisi, assumi un immigrato”, ha detto Roberto Panzarani, docente di psicologia delle organizzazioni, intervenendo alla cerimonia di consegna dei MoneyGram award 2010 – i premi dedicati all’imprenditoria immigrata in Italia – che si è svolta il 20 maggio a Roma. L’evento è stato ospitato alla Casa del cinema, a Villa Borghese, e quella mattina sembrava davvero di vivere in un film, perché in qualche modo i sogni si erano trasformati in realtà concrete.

Brillavano gli occhi vellutati di Edith Elise Jaomazava, la vincitrice del premio “imprenditore immigrato dell’anno”. Nata in Madagascar, vive in Italia dal 1997. La sua azienda, Sa.Va., importa e commercializza spezie provenienti dal suo pae­se d’origine. Ha cominciato con la vaniglia ed è riuscita ad allargare il suo giro d’affari facendo ricerche di mercato e contando sulla grande richiesta di prodotti di qualità.

Edith parla spesso della “nostra azienda” perché tiene conto anche delle trecento persone che impiega in Madagascar. Ha quattro figli e non nasconde i sacrifici che ha dovuto fare per ottenere dei risultati. Nel 2009 le vendite della sua impresa sono cresciute del 62,8 per cento. Il successo è chiaramente il frutto di un progetto ben preciso.

Un’altra finalista si chiama Aida, è tunisina ed è titolare di un’azienda specializzata in ricambi per auto d’epoca. Elena Cristina Toma, stilista romena, è invece la vincitrice della categoria “giovane imprenditoria”. Parlando con loro capisco che le donne sono la chiave di volta dell’imprenditoria immigrata.

Aveva ragione Katia Romano, manager di MoneyGram, quando alcuni mesi fa mi diceva che non c’era bisogno di dedicare un riconoscimento a parte all’imprenditoria femminile. Edith, Aida, Elena Cristina e tutte le altre ne sono una conferma. Sarah Zuhra Lukanic

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