Internazionale verde
Dai nostri inviati in Niger. Quarto giorno
- 1 settembre 2010
- 12.12
Cara redazione,
stamattina abbiamo visitato la piantagione per la prima volta. Il sito non è lontano da Dosso, appena dieci minuti di macchina. Il terreno, che ci dicono essere di circa cinquanta ettari, è abbastanza vicino alla strada ma si estende all’interno fino a inglobare anche alcune piccole capanne e pascoli per il bestiame.
I nostri ciceroni, Abdou Boukary e Djadje Yankori, sono attenti come sempre a farci vedere più cose possibili ma anche a farci capire bene la realtà in cui siamo immersi e non risparmiano spiegazioni. Nel corso della visita incontriamo un ragazzo intento a tagliare i rami bassi degli alberi: la potatura è necessaria perché la pianta possa crescere sfruttando al massimo la stagione delle piogge e va effettuata in questo periodo dell’anno per evitare che il caldo degli altri mesi la danneggi. Incontriamo anche il capo del viallaggio a cui apparteneva il terreno dove sorge la piantagione e che ora è di proprietà del partner locale di Tree Nation: è ancora a lui che si rivolgono i collaboratori di Tree nation quando hanno bisogno di qualcosa o quando necessitano di manodopera giornaliera.
Gli alberi hanno diverse dimensioni e servono a scopi diversi, alcuni sono stati piantati appositamente per arricchire il terreno lottando contro la desertificazione mentre altri, come l’arbusto “moringa”, forniscono anche foglie e frutti da vendere al mercato (che andremo a visitare uno di questi giorni, magari proprio oggi pomeriggio, mentre passiamo da Dosso a fare rifornimento d’acqua e a spedirvi queste notizie). La moringa sta godendo di un’immagine sempre più positiva in Niger per le proprietà nutrizionali e medicinali delle sue foglie, particolarmente ricche in vitamine.
Stasera dormiremo qua in piantagione. Balkaissa, una ragazza di Dosso che è venuta con noi stamattina, si occuperà di prepararci la cena e dopo le commissioni in città torneremo direttamente in piantagione. Domani abbiamo l’intera giornata dedicata a piantare noi stessi gli alberi. Nonostante le piogge copiose il suolo appare come una spiaggia ricoperta da un sottile strato di argilla quindi ci sono mille fattori da calcolare prima di piantare un alberello. È incredibile come non ci soffermiamo mai a pensare a una cosa come la fertilità del suolo: da noi cresce sostanzialmente qualunque cosa dappertutto, mentre qua tutto ciò che tocca terra e cresce in un mese si ritroverà accherchiato dalla rena, soffocato dal caldo, stritolato dalla crosta dura che si forma anche a causa delle forti piogge. Uno dei problemi centrali di queste piantagioni è proprio questo: hanno bisogno di essere accompagnate nel loro cammino di crescita per mantenere bassi livelli di fallanze, ossia di piante che non ce la fanno e che devono essere rimpiazzate.
Questo è quanto per oggi, a domani se riusciamo a riconnetterci!
Baci V. e L.
Internazionale ha mandato due abbonati in Niger a vedere cosa succede nella piantagione di alberi che stiamo facendo nascere a Dosso. II progetto, in collaborazione con l’ong Tree Nation, serve a combattere il riscaldamento globale. I due lettori sono Valentina Valle Baroz, appassionata di Africa, e l’agronomo Luca Colombo. Ci racconteranno la loro esperienza a Ferrara, durante il festival di Internazionale. Questo è il loro diario.
