Internazionale verde
Dai nostri inviati in Niger. Quinto giorno
- 2 settembre 2010
- 15.21
Cara redazione,
siamo entrati in azione. Nel sito dove il progetto ha avuto il suo avvio abbiamo cominciato a piantare.
Ma prima, il reportage richiede di narrarvi come è passata la nottata. Finita la cena abbiamo cominciato ad attrezzare lo spazio multifunzionale (pasti, riposo, chiacchere, letture, scrittura) per renderlo accogliente per la notte. Recuperiamo quindi stuoie e materassi, che ricopriamo con lenzuola nuove che ci sono state acquistate ieri, e predisponiamo le zanzariere agganciandole al tetto in lamiera. Una zanzariera locale nuova di zecca comprata anch’essa per l’occasione, per proteggerci da zanzare e altre bestiole a quattro, sei e otto zampe, e una ampia e à la mode che il Raymond, l’olandese, ha portato con sé e dove trovano riparo due materassi e, in principio, due persone.
Abdou, invece si istalla en plein air non prima di aver comunque organizzato a sua volta una zanzariera ancorandola a quattro sedie. Poco a poco prendiamo tutti sonno. Si alza il vento e Valentina comincia la sua lotta con la zanzariera, che non ne vuole sapere di restare a posto, e alla fine si rassegna e raggiunge Luca e Raymond sotto la zanzariera “matrimoniale”. Tic, tic: il tetto di lamiera ci annuncia che è arrivata la pioggia. Il tic tic leggero e lento si trasforma rapidamente nei Tamburi del Bronx (una megaband di percussionisti che suonano barili di latta) e la pioggia si trasforma in un temporale violento che scarica sulla terra – e parzialmente anche su di noi visto che le pareti sono in realtà muretti d’argilla – secchiate d’acqua.
Abdou entra e cerca di organizzarsi un ricovero per dormire, poi realizza che Valentina è migrata e si appropria giustamente del suo letto, pur senza zanzariera. Noè, intanto, ci apparirebbe in sogno se solo riuscissimo a dormire. Con la pioggia e il vento arriva anche il freddo e cerchiamo di coprirci come possibile: Raymond apre il sacco a pelo che usava come cuscino e più che dal freddo si protegge dalla pioggia essendo sotto vento; Luca estrae dalla federa il set di magliette portate come petits cadeaux e comincia a infilarsele a strati, gambe incluse; Valentina si crisalidizza in un bozzolo fatto degli inseparabili scialli impastati con federa e lenzuola.
Il temporale non cessa e noi ci rannicchiamo sempre più fino a cedere al sonno ma ormai manca poco all’alba, i galli si scatenano, Abdou si alza per mangiare prima che il sole sorga e recitare la prima preghiera, gli animali notturni lasciano il posto a quelli diurni, meno inquietanti, ma più rumorosi e il nostro ultimo sonno leggero svanisce di lì a poco: sono arrivati anche gli altri partner locali e bisogna cominciare il lavoro. È stata una nottata piuttosto estrema ma credeteci, spettacolare.
Per oggi è prevista la predisposizione di un nuovo campo, che dovrà essere perimetrato, dissodato e piantumato. Ospiterà un’ampia parcella di moringa e sarà circondato da una “siepe viva” di arbusti spinosi che dovranno, a regime, tenere lontano il bestiame. Raymond viene assoldato come topografo e assolve egregiamente al compito definendo un perimetro perfettamente squadrato. Dopo le misurazioni del campo cominciamo a preparare le fossette dove piantumare gli arbusti spinosi, che recupereremo nel vivaio dell’azienda.
Ogni aspetto viene filmato, fotografato, registrato. Arriva l’ora di pranzo e ci aspettano pesci gatto e fagiolini. Seguirà una nuova discesa a Dosso nella speranza che sia tornata la corrente in città e che si riesca a spedirvi un’email e qualche immagine, come invano abbiamo cercato di fare ieri – l’aggettivo “invano” vale solo per le comunicazioni visto per il resto la permanenza a Dosso in attesa del ritorno della corrente è stata provvidenziale per Valentina, che finalmente ha potuto comarizzarsi con altre donne: è rimasta sola un attimo ed è stata ritrovata nella boutique di un sarto mentre sceglieva da alcuni giornali il suo modello di gonna “a sirena”, dopo essere andata al mercato a comprare la stoffa con le sue “nuove amiche”.
A più tradi dunque, inch’allah…
Saluti nigerini, L&V
Internazionale ha mandato due abbonati in Niger a vedere cosa succede nella piantagione di alberi che stiamo facendo nascere a Dosso. II progetto, in collaborazione con l’ong Tree Nation, serve a combattere il riscaldamento globale. I due lettori sono Valentina Valle Baroz, appassionata di Africa, e l’agronomo Luca Colombo. Ci racconteranno la loro esperienza a Ferrara, durante il festival di Internazionale. Questo è il loro diario.
