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Milana Runjic
È una scrittrice croata. Vive a Zagabria, dove ha una piccola casa editrice. Risponde alle domande dei lettori all'indirizzo milana@
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L'arte della fellatio

Sono certa che l'anno prossimo qualcuno farà sesso con un cane su un palcoscenico e poi tenterà di convincerci che si tratta di arte

Internazionale 605, 25 agosto 2005

Per la seconda estate di seguito il nostro piccolo paese è stato scosso da un terremoto erotico. L'anno scorso lo scandalo era stato provocato dal video di un rapporto sessuale tra la famosa cantante croata Severina e il suo amante dell'epoca, un rispettato uomo d'affari padre di tre bambini. Il filmino era apparso su un sito internet e nel giro di ventiquattr'ore l'aveva visto la maggior parte del nostro popolo pudico e timorato di Dio.

Grazie alla fellatio di Severina, per un mese abbiamo dimenticato i nostri problemi: l'ingresso nell'Unione europea e il volto severo di Carla Del Ponte. Nei venti minuti di riprese la cantante e il suo amato bevono dello champagne e poi fanno quello che ogni coppia normale dovrebbe fare in camera da letto. Per qualche strano motivo però le coppie normali non lo fanno, oppure preferiscono guardare Severina. Su questo video porno hanno scritto così tanto da dare l'impressione che tutta la Croazia sia finita nella bocca di Severina e che il filmino senza titolo sia diventato il film croato più visto di tutti i tempi.

Esattamente un anno dopo siamo rimasti nuovamente sconvolti e inorriditi, questa volta per colpa di una rappresentazione andata in scena al festival del teatro contemporaneo di Zagabria. Durante una violenta performance durante cui sono state perfino tirate bottiglie sul pubblico, una nota attrice istriana di nome Xena ha praticato una fellatio a un altro attore.

Naturalmente gran parte del pubblico ha abbandonato la sala, non per paura del sesso orale, ma perché temeva di essere colpito dalle schegge di vetro. Vado raramente a teatro, ho gusti molto antiquati e da un dramma mi aspetto un prologo, un intreccio, un epilogo e una catarsi. Non sopporto gli happening durante i quali non succede niente di quello che ti aspetti.

Quindi quello spettacolo non l'ho visto, ma è bastato sfogliare i giornali del giorno dopo per capire che eravamo di fronte a un nuovo caso Severina. Xena e una lunga serie di esperti dell'ultima ora (o fellatiologi) discutevano se la fellatio dovesse avere spazio in teatro o no. Se un pudico cittadino fosse in grado di sostenere una vista del genere. Xena ha anche partecipato alla trasmissione televisiva più seguita del paese, dove ha ricordato a tutti di essere un'attrice diplomata, di sapere molto bene cos'è la catarsi e che la fellatio non era reale, ma solo un'efficace simulazione.

Se fossi stata lì, le avrei chiesto se la scena non è per definizione il luogo in cui le azioni vengono simulate, perché altrimenti Amleto dovrebbe realmente giacere morto alla fine dell'omonimo dramma. E perché mai il fatto che la fellatio fosse simulata debba essere un'attenuante. Dopo le dichiarazioni di Xena, anche i critici teatrali e alcuni scrittori molto noiosi si sono pronunciati a favore della libertà d'autore.

Non vedo nessuna libertà nel fatto che la gente sia biasimata per aver lasciato un teatro dove si rappresentava qualcosa di difficile da guardare. Se teniamo così tanto alla libertà, allora anche lo spettatore è libero di dire basta prima ancora che il partner di Xena raggiunga l'orgasmo. E non ha senso definire arte il sesso orale solo perché fa parte di un presunto spettacolo teatrale.

Il sesso orale può essere arte, nessuno lo può contestare, ma non necessariamente quando a darcene una dimostrazione sono Xena e il suo partner capellone. Naturalmente non è popolare dire che assistere a una fellatio sulla scena fa schifo, perché ti prendono per un piccolo borghese bigotto che si sbottona i pantaloni solo quando fa pipì.

D'altronde, il fatto che si organizzino degli spettacoli al grido di "anything goes" è il motivo per cui evito il teatro contemporaneo. Visto che tutto può essere arte, quest'ultima è sulla buona strada per trasformarsi in nulla. Clitemnestra fa forse una fellatio a Egisto? C'è sempre stato del sesso sulla scena e sempre ci sarà, solo che finora non si riteneva necessario eseguire l'atto per spiegare i rapporti tra i personaggi.

Così come non era necessaria una brutalità letterale quando si voleva mostrare qualcosa di brutale. Ai tempi di Shakespeare era considerato augurabile che il pubblico gettasse contro i cattivi attori frutta e verdura marcia, ma non mi sembra che gli attori trattassero il pubblico nello stesso modo.

Comunque, perché buttarsi in un'analisi drammaturgica per una fellatio? Xena ha ottenuto quello che voleva – della sua arte hanno scritto e parlato tutti proprio come era successo l'anno scorso con il film di Severina. L'anno prossimo, scommetto che qualcuno eseguirà sulla scena un atto sessuale con un cane per poi convincerci che si tratta di arte.

La stessa Severina, finita in tribunale per il suo filmino, ha cercato di farlo passare per un'opera d'arte. Per fortuna, senza successo. Altrimenti saremmo diventati il paese con la più alta percentuale di artisti: ogni donna che ha fatto almeno una fellatio si potrebbe definire artista.
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