Emina Kurtalic, capo progetto nel centro di identificazione Icmp (Commissione internazionale persone scomparse) di Tuzla, spinge il carrello elevatore per sistemare una salma nella cella frigorifera, 2010. (Matteo Bastianelli)
  • 06 Feb 2014 18.20

Cicatrici di guerra

06 febbraio 2014 18:20

Il fotografo italiano Matteo Bastianelli ha lavorato al progetto The bosnian identity per quattro anni, esplorando gli effetti provocati a Sarajevo e alla Bosnia Erzegovina dalla guerra del 1992-1995.

“All’inizio mi guardavo intorno e vedevo una città piena di cicatrici”, ha spiegato Bastianelli. “I buchi prodotti dai proiettili delle mitragliatrici a Sarajevo sono ovunque. È davvero allucinante”. The bosnian identity mescola documentario ed esperienza personale, raccontando la vita quotidiana di famiglie e uomini segnati dal passato, e una nazione bloccata tra la voglia di rinascere e spinte al nazionalismo.

Dal 7 al 16 febbraio il progetto è in mostra alla galleria Bepi Savioli di Riccione.

pubblicità

Da non perdere

Le paure della Francia. La nuova copertina di Internazionale
Perché solo i single felici trovano il vero amore
La Francia con il fiato sospeso alla vigilia del primo turno

In primo piano