Il quartiere di Victoria dall’alto, a Kinshasa. (Eloisa D'Orsi)
  • 17 Feb 2016 12.53

La chiamavano Kin la belle

17 febbraio 2016 12:53

La chiamavano Kin la belle è un webdocumentario dedicato a Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo. Il progetto, realizzato da Gianluca Iazzolino, Eloisa D’Orsi e Giuseppe Tilli, affronta il fenomeno della sovrappopolazione, in una città da 12 milioni di abitanti dove ogni anno arrivano circa 390mila persone in fuga dalla povertà o in cerca di opportunità per lo studio e il lavoro.

A Kinshasa la sovrappopolazione, oltre a creare problemi sanitari e nello smaltimento dei rifiuti, ha accentuato le disuguaglianze tra gli abitanti: i ricchi, le élite locali e gli stranieri che lavorano nelle multinazionali, abitano in quartieri residenziali lussuosi e fortificati. I poveri stanno nelle baraccopoli, circondati dalla spazzatura. Uno dei quartieri più problematici è Pakadjuma, che si sviluppa lungo la ferrovia tra Kinshasa a Matadi. Qui è diffusa la prostituzione e abbondano malattie come Aids, colera e vermi intestinali.

Come ricorda Gianluca Iazzolino, autore dei testi e dei video di La chiamavano Kin la belle, entro il 2035 la metà della popolazione africana vivrà in aree urbane. Ma oggi nelle città africane due abitanti su tre vivono nelle baraccopoli.

Le foto che fanno parte del documentario sono state scattate da Eloisa D’Orsi. Il progetto è stato realizzato con il contributo del programma Innovation in development reporting grant dello European journalism centre (Ejc).

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