Due donne che hanno subìto violenza sessuale durante l’addestramento. Non hanno denunciato l’aggressione fino a quando non hanno incontrato una terza vittima. Nella foto sono nella camera d’albergo a Washington, il 18 aprile 2013, dopo aver partecipato a un incontro sulla violenza sessuale negli ambienti militari. (Mary F. Calvert)

Storie di vita e d’amore premiate al World press photo

28 aprile 2016 18:11

Il 29 aprile il museo di Roma in Trastevere inaugura la mostra dedicata ai vincitori del World press photo, il più importante premio di fotogiornalismo al mondo. Un concorso che racconta, attraverso le immagini vincitrici, gli eventi di attualità più significativi dell’anno, ma premia anche progetti più lunghi, di fotografi che hanno affrontato temi legati a storie personali, nella categoria Progetti a lungo termine.

Quest’anno, alla sua 59ª edizione, il primo premio di questa categoria è stato assegnato alla fotogiornalista Mary F. Calvert, che ha raccontato la storia delle donne che hanno subìto un’aggressione sessuale nell’esercito degli Stati Uniti. Nel 2014 i casi di aggressioni sessuali denunciati sono stati 6.131, in crescita dal 2012. Inoltre, le donne veterane sono quelle che più di tutte ingrossano le file delle senza fissa dimora nel paese: hanno quattro volte più probabilità di vivere per strada rispetto alle donne civili. Calvert, che proviene da una famiglia di formazione militare, ha raccontato la vita di alcune di queste veterane e ha scoperto che hanno formato una rete di sostegno per raccontarsi le proprie esperienze

Il secondo premio è andato alla fotografa Nancy Borowick, che ha raccontato la storia dei suoi genitori, Howie e Laurel, durante gli ultimi mesi della loro malattia. Sposati da 34 anni, a entrambi era stato diagnostico un tumore. Howie nel 2012 aveva scoperto di avere un cancro al pancreas già a livello avanzato mentre a Laurel, 17 anni prima, era stato diagnosticato un cancro al seno. Howie è morto un anno e mezzo dopo la diagnosi. Laurel è morta nel 2014. Borowick li ha fotografati nell’ultimo periodo della loro vita insieme: “I miei genitori hanno passato i loro ultimi mesi creando nuovi ricordi invece di farsi schiacciare dalla malattia. E mi hanno fatto un ultimo, grande regalo: mi hanno permesso di raccontare la loro storia, una storia d’amore, di vita e di morte”.

Il fotogiornalista David Guttenfelder si è aggiudicato il terzo premio, con il suo lavoro in Corea del Nord. Guttenfelder è un fotoreporter statunitense che ha lavorato per vent’anni con l’Associated Press. Ha vinto sette World press photo e ha contribuito all’apertura degli uffici Ap in Corea del Nord. Guttenfelder è riuscito a entrare in un paese dove i mezzi d’informazione sono severamente controllati, e per quelli stranieri è quasi del tutto impossibile accedere alla famiglia Kim, che domina nel paese da più di sessant’anni, e all’attuale presidente Kim Jong-un. Guttenfelder è stato in Corea del Nord più di quaranta volte, tra il 2008 e il 2015, e ne ha raccontato non solo gli eventi pubblici, ma anche la vita quotidiana nelle città e nelle campagne.

La mostra a Roma durerà fino al 29 maggio 2016.

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Pier Andrea Canei