Sul tram 3. “Il tram numero 3 sferraglia sulla strada che tutti i giorni mi porta a lavoro. Sono tre anni che fotografo i volti delle persone che per caso mi sono accanto durante il mio tragitto”. (Vincenzo Metodo)
  • 11 Apr 2017 18.01

Racconti d’integrazione

11 aprile 2017 18:01

Generazioni diverse di migranti, palazzine occupate, centri diurni e notturni per minori non accompagnati. E poi negozi aperti di notte, botteghe, centri di culto. Sono alcuni dei luoghi ritratti dai dodici fotografi che hanno partecipato al progetto e alla mostra Più culture: migranti nel Municipio II di Roma.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra i giovani fotografi dell’Istituto superiore di fotografia di Roma e l’associazione Piuculture, che organizza corsi di italiano per stranieri e gestisce un sito di notizie che documenta dal 2011 la presenza di cittadini stranieri nel quartiere. Il risultato di questa collaborazione è il racconto di undici zone, con più di 167mila abitanti, di cui oltre ventimila stranieri, dedicato alle trasformazioni sociali e culturali del Municipio II di Roma.

Sul tram 3 è il titolo del lavoro di Vincenzo Metodo, cominciato nel 2014 con un iPhone, prima per necessità e poi per scelta. I volti dei passeggeri del tram sono “una specie di diario personale che mi ricorda quante volte sono stato negli occhi di un altro senza che me ne rendessi conto”, ha spiegato Metodo.

Daniela Manco e Melissa Pallini hanno raccontato la quotidianità delle persone che vivono nella casa occupata di viale delle Province. Mentre il lavoro di Martina Zanin, Nascondere, racconta le storie di cinque ragazzi affrontando anche il tema dell’omosessualità. Simona Scalas invece ha seguito i ragazzi che hanno partecipato a un laboratorio fotografico di un centro diurno per minori non accompagnati.

La mostra al Goethe institut, curata da Eliana Bambino, sarà aperta fino al 27 maggio 2017.

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