Sarah Zuhra Lukanic è una scrittrice nata in Croazia nel 1960. Vive a Roma dal 1987. Questa è la prima puntata della sua serie sull’imprenditoria degli immigrati.

Dalla copertina del libro ImmigratImprenditori in Italia (Idos 2009) spunta un rinoceronte preistorico. Quest’immagine evoca l’idea di qualcosa di arcaico, come il modo in cui i mezzi d’informazione italiani descrivono il mondo degli immigrati, sottolineando solo l’aspetto della sicurezza e dell’irregolarità.
Nel rapporto della Banca mondiale Doing business 2010 (Hoepli 2009) sulla facilità di fare affari e aprire un’azienda, l’Italia è solo al settantottesimo posto su 183 paesi. In un contesto del genere la figura dell’imprenditore immigrato ha qualcosa di eroico.
Secondo la fondazione Ethnoland, che ha coordinato la ricerca ImmigratImprenditori in Italia, nel 2003 le imprese avviate da stranieri erano 56.421. Nel 2008 erano triplicate, diventando 165.114. Sono tuttora in costante crescita. Si tratta soprattutto di aziende edili e imprese commerciali. Gli imprenditori più attivi sono i marocchini, seguiti da romeni, cinesi e albanesi. È interessante rilevare che le imprese romene sono quelle che hanno avuto l’incremento maggiore tra il 2003 e il 2008: oggi sono il 61 per cento in più rispetto a cinque anni fa e continuano a crescere. La città con più imprese gestite da immigrati è Roma, seguita da Torino e Milano.
Gli imprenditori immigrati sono soprattutto uomini. Le donne sono solo un sesto. Mihaela Pascu è una di loro. È la proprietaria di un negozio di fiori, Il Glicine, in via Casal del Marmo a Roma. A 32 anni, ha fatto – e continua a fare – tutto da sola. Ha investito i suoi risparmi, senza chiedere finanziamenti al comune di Roma né il supporto dello sportello di consulenza della Caritas.
È arrivata in Italia nel 2000 da Fagaras, nel cuore della Transilvania. Due anni fa ha rilevato il negozio dal vecchio proprietario, dopo aver lavorato come commessa. Oggi, dice Mihaela, la vita è un’altra cosa: praticamente non dorme più. Lei è ottimista, studia le riviste specializzate e sogna di fare le decorazioni floreali per matrimoni importanti. In Romania aveva studiato tutt’altro, dice. Era un’altra vita. La prima cosa che mi viene in mente ascoltandola è il coraggio di reinventarsi la vita. Lo stesso di quando prendi la decisione di emigrare. Sarah Zuhra Lukanic









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