blog 7 luglio 2009

Un nuovo tipo di compenso

Negli Stati Uniti esce Free, l’ultimo libro di Chris Anderson. Che qui spiega la sua filosofia e risponde ad alcune critiche del New Yorker.

FreeOrmai è chiaro: l’anno prossimo sarò condannato a rispondere alle domande dei giornalisti sul futuro della stampa. Non è un problema, anche perché nel mio ultimo libro, Free, ne parlo a lungo. Ma non ho la soluzione al problema: ho solo la certezza che i quotidiani subiranno una battuta d’arresto (ma non spariranno) e che dovranno cambiare strategia.

Visto però che Malcolm Gladwell ha deciso di concentrare la sua recensione di Free proprio sul futuro del giornalismo, cercherò di darvi qualche dettaglio più accurato.

Scrive Malcolm Gladwell
Gladwell (che io stimo e ammiro) ha scritto sul New Yorker: “Secondo Anderson i giornali devono accettare il fatto che i loro articoli non avranno più il valore di un tempo e che saranno costretti a reinventarsi. ‘Finito questo bagno di sangue’, scrive Anderson, ‘i giornalisti avranno un nuovo ruolo. Invece di diminuire potrebbero aumentare, così come aumenterà la possibilità di fare informazione scavalcando le barriere dei mezzi d’informazione tradizionali. Ma probabilmente i giornalisti saranno anche pagati di meno, e molti di loro non faranno più questo lavoro a tempo pieno. Però, potrebbero sfruttare il loro talento per insegnare ai dilettanti come si racconta una notizia: per esempio, cosa succede nel loro quartiere. Questo modello (pagare qualcuno che faccia scrivere altre persone senza dargli un compenso in denaro) potrebbe essere la salvezza del giornalismo’”.

“Il discorso di Anderson è efficace”, prosegue Gladwell, “e arriva in un momento in cui tutti cercano delle risposte. Ma non capisco la distinzione tra il pagare qualcuno che faccia scrivere altre persone e il pagare qualcuno per scrivere. Se puoi permetterti di pagare qualcuno per cercare qualcun altro che scriva, perché non puoi permetterti di pagare qualcuno per farlo direttamente? Mi piacerebbe anche sapere come fa un’attività economica a basarsi sul principio di un compenso ‘non in denaro’”.

Dunque, io non penso che questo sia il futuro di tutti i giornali. Il mio modello, però, deriva dall’esperienza personale. Tre anni fa ho aperto il blog GeekDad, e ho invitato alcuni amici a partecipare.

In breve abbiamo attirato un pubblico così grande da non essere più in grado di soddisfare la domanda dei lettori, così ho scritto pubblicamente che cercavo dei volontari. Tra quelli che hanno risposto ne ho selezionati una decina. Uno di questi era Ken Denmead.

Di giorno Ken è un ingegnere civile, ma di notte è un eccellente community manager. Nel giro di un anno gli ho affidato tutta la gestione di GeekDad. Da allora Ken ha reclutato una squadra di volontari che ha permesso al blog di avere più di un milione di visite al mese.

Ecco il mio calcolo.
Wired.com guadagna vendendo annunci pubblicitari su GeekDad.
• Ken riceve un compenso simbolico, ma nel frattempo sta scrivendo un libro su GeekDad, coronando così il suo sogno di diventare uno scrittore.
• Gli altri membri della squadra lavorano gratis, ma se uno dei loro post ha molto successo mettono in tasca qualche dollaro. Nessuno lo fa per soldi, ma per passione e divertimento.

Questa è la differenza tra “pagare qualcuno per scrivere” e “pagare qualcuno che faccia scrivere altre persone”. In questa catena gli incentivi non sono più monetari: diventano attenzione, reputazione, possibilità di esprimersi e così via.

Questo sistema ha funzionato bene per tutte le persone coinvolte.
Forse non sarà un nuovo modello per i giornali, ma credo che sia l’unico modo per rimettere in contatto i mezzi d’informazione con la realtà locale.

Sul mio biglietto da visita c’è scritto “direttore”, ma se uno dei miei figli seguirà le mie orme è probabile che sul suo si leggerà “community manager”. Sono entrambe delle splendide carriere.

Chris Anderson è il direttore di Wired e autore del best seller La coda lunga (Codice 2007). Il suo ultimo libro, Free, esce il 7 luglio negli Stati Uniti. Questo articolo è uscito sul suo blog con il titolo Dear Malcolm: why so threatened? (altri articoli di Chris Anderson pubblicati da Internazionale).


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