prima pagina 6 novembre 2009

Strage in una base militare in Texas

Uno psichiatra dell’esercito statunitense, il maggiore Nidal Malik Hasan, in procinto di partire per l’Iraq o per l’Afghanistan, ha sparato su alcuni colleghi nella base militare di Fort Hood in Texas. Ha ucciso dodici persone e ne ha ferite 31 prima di ricevere a sua volta quattro colpi. Sopravvissuto, si trova in un ospedale fuori dalla base e le sue condizioni sono critiche. Non si conoscono i motivi del gesto, ma un colonnello in pensione ha rivelato che Hasan sperava nel ritiro delle truppe da entrambi i paesi e non voleva essere mandato al fronte.–The New York Times, Stati Uniti

***

Israele non accetta la decisione delle Nazioni Unite sul rapporto Goldstone.

L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato a favore del rapporto del giudice sudafricano Richard Goldstone, che denunciava crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi da entrambe le parti durante l’offensiva israeliana a Gaza. Israeliani e palestinesi sono chiamati, nei prossimi tre mesi, a condurre delle indagini interne “indipendenti e credibili”. Il ministro degli esteri israeliano ha dichiarato che Israele rifiuta la risoluzione che sarebbe “completamente fuori dalla realtà: uno stato ha il diritto di difendersi dal terrorismo”.–Ha’aretz, Israele

***

Zimbabwe, Tsvangirai mette fine al boicottaggio del governo.

Il primo ministro dello Zimbabwe, Morgan Tsvangirai, ha annunciato che il suo partito, il Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), metterà fine al boicottaggio del governo. Questa mossa era stata messa in atto due settimane fa perché il presidente Robert Mugabe e il suo partito Zanu-PF non rispettavano gli accordi di spartizione del potere e continuavano a violare i diritti umani. Adesso però, precisa Tsvangirai, “daremo al presidente Mugabe trenta giorni per rispettare gli impegni”.–The Guardian, Gran Bretagna

***

Honduras, Micheletti trama per escludere Zelaya dal governo provvisorio.

L’ex presidente dell’Honduras Manuel Zelaya, destituito da un colpo di stato all’inizio dell’estate e rientrato nel paese prima di concludere un accordo con Roberto Micheletti, l’uomo che aveva preso il suo posto, si rifiuta di nominare uomini del suo partito per il governo di transizione. Sembra che Micheletti gli abbia chiesto una lista di nomi, arrogandosi così il diritto di scegliere il governo, violando così gli accordi. La commissione che ha il compito di verificare l’adempimento dell’accordo ha dichiarato che potrebbe essere necessario più tempo del previsto per formare il governo.–La Nación, Argentina


Stampa questo Post Stampa questo Post



Comments on this entry are closed.

Previous post: Tempo di condanne

Next post: Abu Mazen non si candida, e Israele ha paura