sudafrica 6 novembre 2009

Lo strano caso di Caster Semenya

Mentre il mondo sembra essersi dimenticato di lei, in Sudafrica si continua a indagare sulla vicenda di Caster Semenya e della sua straordinaria vittoria ai mondiali di atletica di Berlino.

Il comitato olimpico sudafricano (Sascos) ha sospeso il presidente dell’Associazione di atletica (Asa), Leonard Chuene, per indagini disciplinari. Altri membri dell’associazione sono stati momentaneamente sospesi e il Sascos sta valutando eventuali provvedimenti nei confronti dell’Associazione internazionale delle federazioni di atletica (Iaaf) per violazione del diritto di privacy di Caster Semenya.

Quando ai mondiali di atletica ad agosto l’atleta ha vinto il titolo negli 800 metri con un notevole vantaggio sulla seconda classificata, sono subito iniziate le polemiche: l’aspetto fisico, la voce e il portamento dell’atleta sudafricana sono stati oggetto di commenti spesso lesivi della dignità della ragazza. La Iaaf ha fatto eseguire un test che facesse luce sull’identità sessuale, i cui risultati saranno probabilmente resi pubblici dopo la prossima riunione del consiglio prevista per il 20 novembre.

Chuene sostiene di aver sempre e comunque agito nell’interesse di Caster. Il 23 ottobre il quotidiano sudafricano Mail & Guardian ha reso noto un rapporto del medico dell’Asa, Harold Adams, che afferma di aver sconsigliato a Chuene di far partecipare l’atleta ai mondiali. Inizialmente d’accordo con lui, sembra che il presidente abbia cambiato idea dopo essersi consultato con esponenti del mondo politico e che abbia chiesto al medico di non rendere nota la vicenda, per far partecipare comunque Semenya ai campionati.

Il rapporto del medico è stato inviato a tutti gli organi competenti e le sospensioni di ieri ne sono probabilmente il risultato. In seguito l’Asa si è pubblicamente scusata con l’atleta e la sua famiglia, garantendo che saranno svolte approfondite indagini sullo strano caso di Caster Semeya.


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