Internazionale

venerdì 10 febbraio 2012 aggiornato alle 14.16

Cinema

I film della settimana

  • 3 settembre 2010
  • 18.44


I mercenari. The expendables Di e con Sylvester Stallone. Con Mickey Rourke, Jet Li, Eric Roberts. Stati Uniti 2010, 103’ Chi può resistere a un film d’azione con Sylvester Stallone, Mickey Rourke, Eric Roberts, Jason Statham, Jet Li e Dolph Lundgren? Be’, chi non riesce a resistere si prepari a soffrire. Il film è un incoerente, assurdo pasticcio di testosterone. L’equivalente maschile di Sex and the city 2. Anche qui la trama è un pretesto per mettere in scena vuoti e noiosi rituali. Qualcuno si chiederà se non sia poi così male. Per farsi un’idea è bene sapere che Steven Seagal e Jean-Claude Van Damme, che non sono esattamente attori schizzinosi, hanno rifiutato dopo aver letto la sceneggiatura. Gli autori (Stallone e Dave Callaham) non sono riusciti neanche a sfruttare il doppio cameo di Bruce Willis e Arnold Schwarzenegger, che si guardano intorno come se stessero temporeggiando in attesa che arrivi qualcuno con una vera sceneggiatura e delle vere battute. Stallone, oltre ad aggirarsi come una specie di sonnambulo nel ruolo di protagonista, deve aver diretto il film con una benda sugli occhi e averlo montato con la ruota della fortuna. Sembra incredibile che questo film sia stato realizzato da qualcuno che è nel mondo del cinema da quarant’anni.-Lou Lumenick, New York Post

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Amore a mille… miglia Di Nanette Burstein. Con Drew Barrymore, Justin Long. Stati Uniti 2010, 100’ La notizia è che non si scrivono più commedie romantiche. Ci si limita a compilarle, tagliando e incollando pezzi e idee di vecchie commedie di Nora Ephron e di Judd Apatow. Poi vengono aggiustate su misura per la star di turno. E ora è il turno di Drew Barrymore. L’attrice interpreta Erin, studentessa di giornalismo all’università di Stanford, in California, che durante una vacanza estiva a Manhattan si innamora di Garrett (Justin Long), talent scout per una casa discografica di New York. Ma per Erin arriva il momento di tornare in California. La loro separazione serve soprattutto per mettere in evidenza le qualità comiche degli attori non protagonisti, sia quelli “californiani” (Christina Applegate e Jim Gaffigan) sia quelli della squadra newyorchese (Charlie Day e Jason Sudeikis). Tutto è veramente banale. Long e Barrymore funzionano (anche grazie a un certo senso di autoironia), i dialoghi no. La loro storia potrebbe anche essere rappresentativa per molte coppie. Quasi tutti hanno provato le difficoltà delle relazioni a distanza. Ma in questo film la realtà non fa parte dell’equazione che si limita a usare il ristretto spettro di formule della commedia romantica contemporanea.-Sandra Hall, The Sydney Morning Herald

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Karate kid Di Harald Zwart. Con Jaden Smith, Jackie Chan. Stati Uniti/ Cina 2010, 140’
Chi ha storto il naso quando ha sentito parlare di un remake di Karate kid, il film del 1984 con Ralph Macchio e Pat Morita, si prepari per una piccola sorpresa. Il nuovo Karate kid dà nuova linfa e una nuova prospettiva all’ormai classico racconto sulla perseveranza e l’amicizia intergenerazionale. Merito della regia discreta di Harald Zwart e di due interpreti di primo piano. Anche la notizia che Jada Pinkett Smith e Will Smith avrebbero finanziato un film per lanciare il loro figlioletto avrà comprensibilmente fatto storcere il naso a qualcuno. Eppure l’undicenne Jaden, nel ruolo di un bambino costretto a trasferirsi con la madre da Detroit a Pechino, riesce a padroneggiare la situazione e, anche se a tratti somiglia molto al padre, dà vita a un personaggio a tutto tondo. Funziona anche Jackie Chan, che saggiamente ha scelto un tono dimesso per riprendere il ruolo che fu di Pat Morita. Ma la vera rivelazione è Jaden Smith, che dimostra di non essere solo il beneficiario della straordinaria munificenza dei genitori.-Ann Hornaday, The Washington Post

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London river Di Rachid Bouchareb. Con Brenda Blethyn. Gran Bretagna/ Francia/Algeria 2009, 87’ Con pochissime eccezioni, i registi britannici hanno accuratamente evitato di realizzare film sugli attentati del 7 marzo luglio 2005 a Londra. Ci ha pensato il regista francese Rachid Bouchareb, affrontando l’argomento con il giusto distacco. Il suo sguardo da straniero ha evitato un drammone tutto britannico. Elisabeth, proprietaria di una piccola fattoria a Guernsey, e Ousmane, africano immigrato in Francia, arrivano a Londra in cerca di notizie dei rispettivi figli, scomparsi proprio il giorno degli attentati. Tra queste due anime in pena nasce una timida amicizia. Il film di Bouchareb, almeno dal punto di vista della trama, è un po’ macchinoso, alcuni personaggi risultano poco credibili e alcune immagini evocano più l’11 settembre che il 7 marzo. Ma nel complesso è un film dignitoso e intelligente, che prova a far emergere un terreno comune tra il mondo cristiano e quello musulmano in un momento particolarmente convulso della storia recente, stimolando inoltre una riflessione non scontata sugli eventi che affronta.-Peter Bradshaw,The Guardian

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North face Di Philipp Stölzl. Con Benno Fürmann, Florian Lukas. Germania 2008, 126’ Nell’estate del 1936 Toni Kurz e Andi Hinterstoisser, due militari bavaresi, decidono di tentare la scalata della parete nord dell’Eiger. Una “classica” dell’alpinismo negli anni trenta. La sfida non passa inosservata e Joseph Goebbels non esita a strumentalizzarla per fare propaganda al regime nazista. Le scene di arrampicata sono senz’altro le migliori del film. Girate con un taglio documentaristico da Philipp Stölzl, ci fanno sentire in prima persona il freddo, la stanchezza, la drammatica lotta tra gli scalatori e la montagna. Funzionano alla perfezione anche grazie al contrasto con il pubblico decadente che segue l’impresa da un lussuoso albergo ai piedi della montagna. Meno efficace, invece, il risvolto storico. Stölzl sembra essersi impantanato nell’idea della “storia vera”: il contesto che fa da contorno all’impresa indebolisce i personaggi e rende più scontato l’andamento del film.-Joachim Kurz, Kino-Zeit

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Letters to Juliet Di Gary Winick. Con Amanda Seyfried, Franco Nero, Vanessa Redgrave. Stati Uniti 2010, 105’ Chi è curioso di conoscere i desideri delle ragazze americane di età compresa tra i dodici e i trent’anni dovrebbe andare a vedere questo film romantico ambientato in Italia: sembra una ricerca di mercato pura e semplice. Ma chi è convinto che il biglietto del cinema sia un prezzo troppo salato da pagare per ottenere queste informazioni può limitarsi a leggere questo riassunto. Dunque cosa vogliono le ragazze? Vogliono avere un aspetto luminoso, con una silhouette sottile ma morbida e una scollatura che non prescinda dal buon gusto. Vogliono incontrare un ragazzo inglese simpatico ma un po’ rozzo, da colpire con un cono gelato. Vogliono che l’inglese abbassi la guardia, rivelando un cuore d’oro. Vogliono condividere con lui un bacio rubato. Vogliono farsi spazzolare i capelli da una nonna saggia ed elegante, che sembra Vanessa Redgrave. Vogliono fare ciò che è giusto, ma ci mettono un po’ per capire qual è veramente la cosa giusta. Vogliono piantare un fidanzato che non le merita. Vogliono essere travolte dalla passione in una vigna mediterranea dopo aver piantato il fidanzato che non le merita. Vogliono credere nella forza del destino. Vogliono una canzone di Taylor Swift come serenata verso la fine del film. Vogliono che il loro primo articolo sia pubblicato dal New Yorker.-Molly Young, Intelligent Life

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