Libri
I libri della settimana
- 14 giugno 2011
- 11.00
Roddy Doyle, Bullfighting
Guanda, 278 pagine, 17,00 euro

La mezza età. Quando comincia? Quando finisce? Nessuno lo sa, ma si può affermare serenamente che a 48 anni uno ci si trova nel bel mezzo. “Donal aveva 48 anni. La stessa età dei suoi amici”. Quasi tutti i personaggi di Bullfighting, la nuova raccolta di racconti di Roddy Doyle, hanno 48 anni. E dopo aver letto queste storie legate dal filo rosso dell’angoscia della mezza età tutti, in tutto il mondo, sembrano avere 48 anni. I personaggi di Bullfighting sono nel mezzo in molti sensi. A metà della vita, ma anche a metà della scala sociale, conto in banca di media entità, sono alla seconda o alla terza moglie (i personaggi principali sono tutti uomini). I loro figli attraversano un’età difficile.
Un’altra cosa che hanno in comune è che tutti si trovano ad avere un nuovo punto di vista dal quale il passato appare molto distante, il futuro leggermente oscuro e il presente incomprensibile. Nella storia che dà il titolo alla raccolta, Donal e i suoi tre amici d’infanzia, sicuri dell’affetto reciproco, sono alla deriva in un mondo che non riescono più a capire. Non solo hanno la stessa età, sono anche tutti rimasti sempre a Dublino (il set di tutte le storie). Donal ha una vita tranquilla, ma quando i figli diventano grandi il futuro diventa opaco. “Le storie, i suoi ricordi si stavano consumando e non c’era niente di nuovo per rimpiazzarli. Tutta la sua fottuta vita se ne stava andando”. Queste ansie spingono gli amici a una vacanza in Spagna, dove, in un finale decisamente positivo, i quattro uomini raggiungono un patto e un equilibrio che nulla, apparentemente, potrà turbare. Nemmeno le corna di un toro furioso.
Il tocco di Doyle è molto leggero, come se la penna riuscisse appena a segnare la pagina. Le frasi sono corte, ellittiche, a volte senza verbo. I paragrafi si riducono a una sola parola. Le scene si costruiscono con pochi tratti, la narrativa è tenuta insieme da fili invisibili. È una tecnica che ha perfezionato a partire dai suoi primi libri, e che si addice perfettamente ai racconti. L’atmosfera che domina questa collezione non è affatto desolata. La paura della morte ancora non ha irrigidito i personaggi. Magari sentono brontolare il cuore e scricchiolare le articolazioni, ma ancora hanno molto da vivere. Gerard Woodward, The Guardian
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Carlos María Domínguez, La casa di carta
Sellerio, 85 pagine, 10,00 euro

Con La casa di carta l’argentino Carlos María Domínguez ha scritto un racconto straordinariamente divertente su come i libri possono dominare la vita del collezionista inveterato. La narrazione comincia con ingannevole semplicità. Una donna di nome Bluma Lennon compra una copia di seconda mano delle poesie di Emily Dickinson in una libreria di Londra. Appena esce in strada un’auto la investe uccidendola. Questo porta Domínguez a dedurre che i libri sono capaci di cambiare destini e possono essere anche pericolosi. Prosegue con altri esempi malinconici: l’anziano professore gravemente ferito da cinque volumi dell’Enciclopedia Britannica che gli sono caduti in testa, il cane cileno morto d’indigestione per aver inghiottito alcune pagine dei Fratelli Karamazov. Tutto questo accade nelle prime due pagine, dandoci un’idea precisa della delizia che ci aspetta. La storia evolve in una ricerca. Il narratore, che insegna a Cambridge, è un collega della lettrice di Dickinson. Riceve un libro che è stato indirizzato a lei, e vede che è dedicato a un uomo di nome Carlos. È anche ricoperto di cemento. Dopo un po’ di indagini, va a Buenos Aires e poi in Uruguay, dove rintraccia Carlos Brauer, un personaggio misterioso che si è costruito una casa con i libri, usati come mattoni. La delizia non sta tanto nella storia della ricerca quanto nello stile poetico della narrazione e negli arguti commenti a margine di Domínguez sulla lettura e la bibliofilia. Alexander McCall Smith, The New York Times
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Eleanor Brown, Le sorelle fatali
Neri Pozza, 231 pagine, 17,00 euro

Questo romanzo piacerà a chi ama i libri con un tocco shakespeariano. Il sipario si alza su una scena dal tono curiosamente comico e tragico: il dottor James Andreas, studioso di Shakespeare, ha tre figlie. Quando alla moglie diagnosticano un cancro, le richiama a casa nel Midwest con una citazione dal Tito Andronico. E così arrivano queste tre strane sorelle, tutte sui trent’anni, ciascuna gelosa del successo delle altre e convinta di essere una fallita. Tre adulte bambine vivono in una sorta di convalescenza psicologica, scioccate dagli atterraggi d’emergenza delle loro vite, in soggezione verso la profondità dell’amore tra i genitori, convinte che non riusciranno mai ad avere un matrimonio simile. La storia segue il corso della chemioterapia e della chirurgia della madre. I momenti più cupi sono alleggeriti da sprazzi di commedia romantica, dall’incanto idealizzato della vita di provincia e dai flashback dell’infanzia bizzarra delle tre sorelle passata in una casa dove ogni superficie era coperta da libri aperti. La sfida principale del romanzo è la narrazione in prima persona plurale, un punto di vista raro che funziona perfettamente. Ron Charles, The Washington Post
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Lorenzo Silva, La strategia dell’acqua
Guanda, 345 pagine, 18,00 euro

Il brigadiere Bevilacqua vorrebbe lasciare la Guardia civile. Ha passato dieci anni a lavorare su un’indagine spinosa e ottiene perfino l’estradizione del delinquente, ma poi il giudice lo assolve. In più il comandante Pereira, suo superiore, gli dà un’altra gatta da pelare: l’assassinio di un uomo nell’ascensore di casa. Tutto indica che si tratta di un omicidio su commissione. La vittima aveva precedenti per traffico di droga e per maltrattamenti alla moglie. Il brigadiere è di umore nero e lo scarica su quelli che gli stanno intorno, dalla sergente Chamorro fino alla guardia Arnau, appena arruolato. Ispirato a due casi di cronaca, il libro ruota intorno a due temi: il cattivo funzionamento della giustizia e i diritti dei padri per l’affidamento congiunto dei figli. Rosa Mora, El País
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Eric Faye, Nagasaki
Barbès, 112 pagine, 12,00 euro

Eric Faye sceglie il Giappone come sfondo del suo romanzo, che prende spunto da un fatto di cronaca. Ma il paese del Sol levante resta una scenografia discreta: la storia potrebbe svolgersi in qualunque luogo, e i due personaggi potrebbero vivere ovunque. Scapolo di cinquant’anni dalla vita regolatissima, Shimara nota dei minuscoli cambiamenti nel suo appartamento: del cibo scompare dal frigo, alcuni oggetti sono leggermente spostati. Abbastanza per installare una web cam e sorvegliare la cucina dal suo ufficio. Così scopre che una donna abita in uno dei suoi armadi. Senza fissa dimora, senza più famiglia o legami, condivide da mesi lo spazio della sua casa. La polizia interverrà, e ci sarà inevitabilmente un processo. Ma qualcosa resterà spezzato per sempre in Shimara: mai più potrà sentirsi come prima a casa sua. Per rendere giustizia a questo racconto semplice ma sconvolgente, Faye adotta un’efficacissima sobrietà, senza un’osservazione o una digressione di troppo. Benjamin Fau, Le Monde
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Lutz Seiler, Il peso del tempo
Del Vecchio, 222 pagine, 15,00 euro

Sono sempre più numerosi gli autori tedeschi che scoprono il fascino del racconto breve. Tra questi c’è Lutz Seiler. Le tredici narrazioni che compongono Il peso del tempo, stilisticamente molto ambiziose e impegnative, illustrano la situazione di quelle persone nate e vissute nella ex Germania orientale che si sono trovate improvvisamente catapultate in uno stato di incertezza e di curiosità per il mondo circostante. Viaggi in ogni parte del mondo ma anche separazioni, perché può capitare che viaggiando non ci si trovi più bene insieme. “Da quando gli era stato possibile viaggiare si erano lanciati fuori verso ogni possibile destinazione e, sembrava, sempre più lontani l’uno dall’altra”, scrive Seiler nel primo dei racconti, Brusio. Volker Hage, Der Spiegel
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Fumetti
Julien Neel, Ogni cosa
Bao publishing, 112 pagine, 16,00 euro
Il fumetto autobiografico conta ormai, per qualità e quantità, opere straordinarie. Senza essere un capolavoro (ma restando un ottimo fumetto), l’opera del francese Neel narra di un bimbo sballottato tra due genitori divorziati, anche se affidato alla custodia paterna, che immagina molte storie a fumetti con Batman e Robin. Il libro si apre però con un altro racconto che si sviluppa in simultanea al precedente, quello di un giovane padre che arriva in un ospedale per andare a trovare il vecchio padre (che somiglia stranamente a quello del bimbo, ma più anziano) in preda a strani deliri che paiono usciti dai cliché del fumetto popolare. Il giovane padre è stato incaricato dal prestigioso editore letterario francese Gallimard (editore in Francia del libro di Neel e qui rappresentato come un Tintin senza ciuffo) di rielaborare una sua vecchia storia breve, dal sapore autobiografico. In Ogni cosa i lutti della vita e quelli dell’uscita dall’infanzia si rincorrono, non si sa mai dove cominciano sogno e realtà, passato e presente, allucinazione e fumetto popolare. A meno che tutto, la vita, non sia altro che un unico sogno, o un unico fumetto, popolare e non. Perché qui è un po’ come se i personaggi del fumetto popolare soffrissero, invecchiassero, morissero come le persone della vita reale, pur restando assolutamente personaggi da fumetto (popolare). L’approccio grafico denota un notevole senso delle atmosfere, una costruzione sapiente di un paese e di luoghi indefinibili, di un magma-mondo diventato irrimediabilmente pop e di plastica. Francesco Boille
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I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Sivan Kotler, del quotidiano israeliano Ha’aretz.
Tenera Valse, Portami tante rose
Cooper, 221 pagine, 13,50 euro

Nella palestra della vita fatta di esercizi di ginnastica sentimentale, una professoressa di latino e greco decide di praticare il mestiere più antico al mondo, esplorando un universo fatto di regole e costrizioni chiamato libertà. “Bene e male e indistinguibile si fondono nella feconda confusione di esistere”, delineando un confine sottile e inafferrabile tra un uomo padrone del mondo e una donna padrona di sé. La vita di Tenera Valse è composta di sacre famiglie e coppie di piacere che coesistono felicemente in una fabbrica di sogni, illusioni e potere. Un prete, un politico, un poliziotto, l’immancabile dipendente della Rai, uomini disposti a pagare per la ricerca di uno svago, una perversione o semplicemente un’innocua intimità. Una testimonianza diversa da tante riportate di recente sui giornali, frutto di una scelta chiara e precisa dove un “tirocinio di piacere” privo di limiti e vergogna permette di contenere, possedere e rilasciare, in un incontro ove corpo e amore sono a disposizione con un tariffario calcolato in rose. Un manuale di preferenze e scelte sessuali che cerca di descrivere il significato e la filosofia che spingono un corpo a vendere amore. Un rifugio costante da un mondo prestabilito, dove a volte conquistare gli altri diventa l’unico modo per tornare a sé.
Internazionale, numero 901, 10 giugno 2011