Internazionale

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Italieni

Il successo dell’ironia

  • 3 giugno 2011
  • 14.54

Eric Valmir per Internazionale

“Questa campagna elettorale ha sconfitto i toni duri, le menzogne e la contrapposizione frontale con il sorriso e l’ironia”. Giuliano Pisapia analizza così, quasi timidamente, la vittoria del centrosinistra a Milano. Come se, al di là dei programmi, la pacatezza delle parole avesse avuto la meglio sui discorsi aggressivi. Di solito negli ultimi giorni delle campagne elettorali più difficili Silvio Berlusconi alza la voce per convincere gli indecisi. Da quando è entrato in politica, la forza del presidente del consiglio è sempre stata quella di saper “parlare al paese”, di saper cogliere i suoi umori e le sue paure. Ma stavolta la ricetta non ha funzionato. Lo spauracchio dei comunisti, degli zingari e dei musulmani, agitato durante la campagna elettorale per il secondo turno, non gli è servito a guadagnare voti.

Eppure gli italiani hanno seguito con attenzione il leader del centrodestra. La puntata di Porta a porta in cui era l’ospite d’onore ha fatto ottimi ascolti. Con un tono aggressivo, il presidente del consiglio ha detto che gli elettori che votano a sinistra sono senza cervello, che i giudici lo perseguitano, che i mezzi d’informazione sono contro di lui, che la sconfitta al primo turno era il frutto di una cattiva preparazione dei suoi candidati e che la povertà non esiste. Due giorni dopo gli italiani hanno visto il premier che al G8 di Deauville andava da Obama per parlargli della “dittatura dei giudici di sinistra”. Un atteggiamento che ha infastidito gli italiani. Perché parlare, davanti ai leader delle grandi potenze, della giustizia e non della crisi finanziaria, dell’immigrazione e della Libia?

Mentre Berlusconi parlava in tv, Pisapia e De Magistris sono scesi in strada per rivolgersi direttamente al cuore dei milanesi e dei napoletani. In periodi di crisi economica, i gesti d’attenzione dei politici sono di conforto per i cittadini. Affermando che le loro città sono state liberate, i nuovi sindaci hanno voluto dare un segnale ai cittadini che sentono di non potersi più esprimere e si sentono schiacciati da un potere che si preoccupa solo dei suoi interessi. Queste elezioni hanno dimostrato che i cambiamenti sono possibili. Ora Berlusconi dovrà ritrovare le parole giuste, o rischia di perdere definitivamente il contatto con il paese. I nuovi sindaci, invece, dovranno trovare le soluzioni adeguate per i problemi dei cittadini. Due sfide difficili da affrontare.

Traduzione di Bruna Tortorella.

Internazionale, numero 900, 2 giugno 2011

Eric Valmir è il corrispondente di Radio France dall’Italia. È in uscita in Francia il suo libro Italie, belle et impossible (Editalie).

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