Ail
Logo di Internazionale
Home Sommario Primo piano Cartoline Interblog Agenda Firme Shop Abbonati Internazionale a Ferrara
Tutti i blog
della redazione
Blog
Da Pechino a Berkeley
Design
Diario grafico
Film
Giornali
Là Cina
Libri
Musica
Nero su bianco
Pop
Qui Berlino
Qui Parigi
Venezia 66



Ogni settimana
il meglio dei giornali
di tutto il mondo



Design | Tina Spacey

Designer appassionata di chiacchiere e aperitivi, Tina Spacey si circonda di una fitta schiera di amici con cui riflette quotidianamente sulle sorti dell'umanità
 | Archivio |   RSS |

In cerca di Julio
Sabato a Madrid ho visto una mostra strabiliante, Máquinas & Almas. Io e A. siamo andati al Reina Sofía per vedere Julio, il robot della Hanson Robotics che canta come David Byrne.

Julio c'era ed è stato emozionante ascoltarlo dal vivo. Ma la mostra era talmente piena di cose incredibili che il robot, a confronto con il ferrofluido o le sculture cinetiche, sembrava quasi uno scolaretto alle prime armi.

Passando da una stanza all'altra potevi rifletterti in un ritratto interattivo di Daniel Rozin (cos'è un ritratto interattivo?), rimanevi a bocca aperta davanti ai ferrofluidi di Sachiko Kodama (cos'è un ferrofluido?), puntavi il naso al soffitto per guardare il robot amorfico di Chico Macmurtrie (cos'è un robot amorfico?) e morivi dalla voglia di infilare le dita tra le sculture cinetiche di Paul Friedlander.

C'era anche un'installazione pazzesca di Ben Rubin e Mark Hansen (ehi, sono quelli della scultura sonora nel nuovo palazzo del New York Times!). E le bestie di Theo Jansen, che vivono nutrendosi d'aria nelle spiagge olandesi. E poi c'era lui: Julio.

Ho scoperto varie cose:
• che Julio era un po' scassato, forse era caduto? Aveva la testa un po' bloccata su un lato, l'occhio destro tumefatto e praticamente non apriva la bocca. Il custode della mostra ci ha detto che "sì, in effetti il robot ha qualcosa di strano".

• che anche il robot amorfico di Chico Macmurtrie era un po' rotto: perdeva aria da una capsula e abbiamo dovuto ripararlo. Il custode della mostra ci ha detto che "sì, in effetti anche secondo me il robot ha qualcosa di strano e non si gonfia, ma non se n'era accorto nessuno!".

• che Theo Jansen è stato alla Ted conference, la conferenza dei miei sogni. E quindi lui è un po' una star, al pari di David Byrne;

• che nonostante fosse vietato scattare foto, la mia Flip è passata praticamente inosservata. E così ho girato un microvideo pirata.



(su YouTube ce n'è un altro, molto più fico del mio, con un sacco di interviste agli artisti in mostra)


17 Oct 2008 - posted by Tina Spacey
Commenti 



Viaggi, mappe e il Times delle meraviglie
Sul sito di Good c'è una mappa interattiva che illustra la storia dei viaggi più famosi del mondo.

I miei preferiti:
• il giro del mondo in aereo di Amelia Earhart
• la spedizione di David Livingstone in Africa
• il viaggio di James Cook nel Pacifico

Spinta dall'entusiasmo, ho cercato delle informazioni pratiche su come viaggiare su un cargo e ho scoperto che ogni giorno partono navi da carico per New York, Shangai, Los Angeles e Sydney.

A volte i container diventano degli alberghi quando arrivano a destinazione: la catena alberghiera Travelodge ha usato 86 container riciclati per costruire un albergo.



Il risultato finale non è proprio bellissimo, a dire il vero.

(La mappa di Good invece è bellissima e il genio che l'ha realizzata lavora al New York Times, l'unico Times che ogni giorno ci regala delle piccole meraviglie)


25 Aug 2008 - posted by Tina Spacey
Commenti 



Trattative
Pubblicare l'articolo di XY è stata la cosa più complicata che mi è capitata nelle ultime settimane. Molto più che, per esempio, installare un codice urchinTracker completo di sottodominio.

Prima ho dovuto contattare la temutissima agenzia letteraria, in particolare nella figura di BS, che mi ha mandato 15 email in due giorni. Tutte le email iniziavano con:

Dear TS, virgola accapo, many thanks for your below punto accapo, e finivano con Best wishes, My best, All best. Dopo la quindicesima email abbiamo deciso di snellire la procedura e adottare un semplice Best.

Alla sedicesima email un autoreply mi avvisava che BS era in vacanza e che mi avrebbe messo in contatto con MS. MS mi ha scritto un'email che iniziava con Dear TS, thank you for this, virgola accapo, could I confirm that you only wish bla bla bla? Best, MS.

Ho risposto Dear MS, virgola accapo, many thanks for yours, below, punto accapo. Regarding the approval over the bla bla bla, is it necessary? Best, TS.

MS non ha risposto. Gli ho dato un giorno di tempo e sono tornata all'attacco:

Dear MS, virgola accapo, further to my email below, could you please send me the bla bla bla? All best, TS (ho introdotto di nuovo la parola all per essere sicura di avere una risposta).

Dear TS, mi ha risposto MS, thank you for this. My colleague ZY will be in touch shortly. All best, MS (ha introdotto di nuovo la parola all per non essere da meno).

ZY mi ha scritto il giorno dopo.

Dear TS, ha scritto, thank you for your email which has been passed on to me by my colleague MS. With best wishes, ZY.

E così abbiamo concluso la trattativa. Ma a quel punto mancavano ancora le foto. La photoeditor ha chiamato prima Londra, poi il Texas e infine Madrid. Incredibilmente (incredibilmente!) Madrid ha risposto per prima.

Un saludo, ha scritto Madrid. Niente all, best, wishes eccetera.
Un saludo e ha mandato la foto.

Ecco cosa ho imparato da questa trattativa:

• dear nome e cognome è fondamentale;
• virgola accapo dopo nome e cognome è indispensabile;
• proseguire con una gentilezza qualsiasi è essenziale;
• concludere con un wishes di qualunque tipo è d'obbligo;
• scrivere un'email asciutta è molto saggio.



15 Jul 2008 - posted by Tina Spacey
Commenti 



Paparazzi
Sono stata troppo dura con la povera Britney. Giorni fa, sul terrazzino, ho detto ad Alb che Britney Spears un po' se la merita quella vita incasinata e piena di paparazzi che le danno il tormento.

Invece, dopo aver letto Paparazzi, l'ultimo libricino di Fusi orari, ho capito che Britney Spears è un'anima in pena stritolata dallo star system (credo di non aver mai usato la parola star system prima d'ora). Ho letto Paparazzi in 58 minuti esatti. Non mi sono cronometrata, ma mentre leggevo stavo sfrecciando su una cyclette con il contaminuti.

Di fronte a me c'era Obama che correva sul tapis roulant. Lui correva felice a otto chilometri orari e io lo inseguivo ansimando a otto chilometri orari, ma eravamo sempre fermi nello stesso punto e non ci siamo nemmeno sfiorati.

"Ehi Tina, immaginare di vedere Obama in palestra è pura follia. E leggere un libro pedalando sulla cyclette è roba da gente stupida che non riesce più a concentrarsi!".

Forse, però quel libricino aveva il formato e il tono giusto. Credo che in palestra, oltre alle bottigliette d'acqua piene di sali minerali, dovrebbero mettere un distributore automatico di libricini. Da 58 minuti o giù di lì. Potrebbero chiamarli "Calorie".


11 Jul 2008 - posted by Tina Spacey
Commenti 



Giochino del lunedì
Wordle è un giochino che genera immagini a parole. Incollate un testo, un indirizzo, un feed e lui crea un'altra storia e organizza tutto in base alle parole che avete usato più spesso.

Facendo un test con il blog, ho notato con piacere che c'è un perché gigantesco con l'accento acuto. Invece la parola più grossa è mi (non è segno di grande altruismo!).

Jan è incapsulato dentro mi. Gli ho detto biglietto mi piace moltissimo.





Poi ho fatto un test sul post della stupidità e all'improvviso è venuto fuori questo noir tecnologico a fumetti: "Abbiamo rapito David Kelly con un'email. Che scemi! Firmato: Julio".





30 Jun 2008 - posted by Tina Spacey
Commenti 



| Archivio |


Sul comodino
Here comes everybody: the power of organizing without organizations
Un libro di Clay Shirky



Su questo blog si distribuiscono gratuitamente parole corrette. Prova oggi stesso la tua copia di "perché" con l'accento corretto! Ne trarrai un sollievo immediato.







A spasso sul Google taxi
Tina Spacey, Cooper 2005



Ultime notizie
Primo piano
Oroscopo
Video
Shop
Internazionale email posta@internazionale.it