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Il ritmo paziente delle retrovie
Nel mondo digitale la retrovia è tutto ciò che ottiene successo lentamente e con il passaparola. È lì che si concentra la massima attenzione, spiega Seth Godin.

Un articolo di Seth Godin


In quanti film volete recitare l'anno prossimo? Quanti dischi volete far uscire? Quante volte la settimana dovete scrivere sul vostro blog? E quando dovrebbe uscire il vostro prossimo libro? Molta della roba escogitata dal marketing è priva di personalità, spazzatura irrilevante che i consumatori tollerano appena. Ma non tutto è spam. Ci sono anche cose che vale la pena di leggere, comprare o almeno tenere d'occhio.

Ma qual è il ritmo giusto? Le strisce a fumetti dei quotidiani escono tutti i giorni perché i giornali escono tutti i giorni. Quando i film venivano accolti con entusiasmo e restavano nei cinema per mesi, sarebbe stato un suicidio per un attore famoso fare tre o quattro film all'anno. Ma in un mondo governato dai dvd e da YouTube, questo ritmo non ha più senso. Saturday night live andava in onda una volta a settimana perché c'è un solo sabato in una settimana, ma se fosse stato lanciato oggi forse non sarebbe più così.

Guardiamo le cose da un altro punto di vista: esiste una prima linea ed esistono le retrovie. La prima linea sono le ultime uscite, i grandi successi e tutto quello che un fan desidera. La prima linea si prende tutta l'attenzione, la gloria e il successo. I giornali ne parlano e noi ne riparliamo a cena.

Digg è la prima linea. I critici Siskel & Ebert sono la prima linea. La retrovia, invece, sono Il giovane Holden o 1984.

La retrovia è la coda lunga (il concetto) e ormai anche La coda lunga (il libro di Chris Anderson). La retrovia non è mai in prima pagina, ma è lì che va a finire tutto il resto dell'attenzione e dove si fanno i soldi veri. Google è per il 95 per cento retrovia. E anche Amazon.

Scrivere per la tribù
Ieri mi è tornata in mente l'espressione "marketing dell'ago nel pagliaio". Ho cercato su internet per vedere se qualcun altro l'aveva già adottata, e la prima ricorrenza era un articolo che avevo scritto otto mesi fa. Google, al contrario di noi, non dimentica.

Quindi, ecco la mia idea: riunite una tribù, un gruppo di fan o di seguaci. Dategli in pasto tutta la prima linea che riescono a digerire. Fate in modo che ne parlino e che spingano altre persone a vedere il vostro film o a comprare il vostro libro.

A quel punto spingete la vostra retrovia. Investite tempo e denaro per renderla disponibile, rimettetela in circolazione, fate in modo che sia adottata dalle scuole come libro di testo, che appaia su Netflix o che gli si dedichi una retrospettiva in tv. Prendete tutti i soldi che buttate nella promozione della prima linea e investiteli sulla retrovia.

E poi ripetete. La prima linea diventa retrovia, la retrovia cresce e il numero di fan cresce in proporzione. La prima linea raggiunge i vostri fan e loro spargono la voce, poi la retrovia raggiunge tutti gli altri e trasforma alcune persone in fan che poi cercheranno la vostra prima linea. Spesso gli autori di best seller vengono bacchettati dai loro editori perché scrivono troppo. Sciocchezze. Scrivono per la loro tribù. Danno ai loro lettori il minimo indispensabile, ma mai troppo. E sono fortunati se hanno editori lungimiranti che fanno leggere anche la loro retrovia a milioni di persone.

Il punto chiave è non pubblicare nulla se non ne siete convinti. Non scrivete più del necessario, non mettete in commercio più versioni di un software se i vostri ingegneri non sono in grado di renderlo perfetto. Ma che fare se avete ancora fiato, se sentite di avere ancora qualcosa di rilevante da proporre?

Quando penso al mio lavoro sono convinto di essere in sintonia con i miei lettori: un post al giorno e un libro all'anno mi sembrano ok. D'altra parte non sono molto bravo a promuovere la mia retrovia. Sono certo che un lavoro un po' più paziente su The dip mi avrebbe fatto raddoppiare le vendite. Il segreto è non cedere alla tentazione di vendere la prima linea a tutti e senza scrupoli. Invece dovreste adottare una strategia lunga, lenta e paziente sulla retrovia. E farla crescere continuamente.

SETH GODIN è un esperto di marketing, imprenditore e autore di undici best seller. Nel 2005 ha fondato il sito Squidoo. Ha 48 anni e vive a New York. Il suo ultimo libro pubblicato in Italia è Basta! Sapere quando restare, capire quando lasciare (Sperling & Kupfer 2008). Questo articolo è uscito sul suo blog con il titolo How often should you publish?

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L'amore e il fastidio per gli oggetti
Buoni motivi per collegarsi


18 Sep 2008 - posted by Internazionale



Commento di Dario ITALY ITALIA
Io stesso sto cercando di far crescere il mio blog. Ho avuto la fortuna di leggere e studiare qualcosa di comunicazione, in particolare politica; non sono Godin purtroppo.
Mi sono accorto, però, anche se sto ottenendo buoni risultati, che il numero di post ad esempio - Google insegna - è importante, non solo il loro contenuto.
L'importanza dei contenuti, infatti, ricordiamolo, è determinante se si ha un certo target di visitatori.
Cinicamente parlando: se volessi avere la fiducia dell'elettore di un partito come il PPL basterebbero più post allegri.
Qualora, invece, dovessi conquistare la stima
di elettori del partito liberale inglese... ecco, dovrei far più attenzione ai contenuti dei singoli post.
Dario
BLOGGER ITALY ITALIA

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