Italia
Emergenza neve, i senza dimora diventano “spalatori”
- 3 febbraio 2012
- 15.43
Sono una trentina per ora gli spalatori coinvolti a Bologna nella pulizia di strade, macchine, terrazze. Tra di loro ci sono molti senzatetto. Per farsi aiutare, basta una telefonata.
Dopo gli immigrati che spalano la neve per un caffè o qualche spicciolo, gli studenti che si sono attrezzati con cartelli in cui offrono “pronto intervento” per liberare macchine (10 euro) e marciapiedi(20 euro) e i 350 volontari coinvolti dal comune per ripulire strade secondarie e marciapiedi, anche i senzatetto di Piazza Grande diventano spalatori.
L’idea è venuta a Roberto Morgantini, ex responsabile dell’Ufficio stranieri della Cgil e ora attivo all’interno di Piazza Grande. “Abbiamo pensato di coinvolgere i senza fissa dimora per aiutare i cittadini, in un’ottica di scambio”, racconta. Per farsi aiutare, basta chiamare il numero di telefono 335.7456877 e gli spalatori arrivano sotto casa. Non ci sono “tariffe” prestabilite per il servizio ma sta a chi viene aiutato decidere quanto dare. I soldi rimarranno ovviamente ai singoli. “Non è carità ma un gesto anche di dignità – precisa Morgantini – ed è un segnale positivo per i senza tetto che si mettono alla pari aiutando i cittadini”.
Le chiamate non tardano ad arrivare. E già in mattinata ci sono le prime uscite. C’è chi ha chiamato per liberare la macchina letteralmente sotterrata dalla neve e chi invece non riesce a liberare il terrazzo e non sa dove buttare la neve. “Abbiamo comprato pale, stivali, guanti e abbiamo trovato un furgone per spostarci – spiega Morgantini – ma il grosso degli interventi li faremo in città”. Tra i ragazzi coinvolti da Piazza Grande ci sono alcuni senza tetto ospiti del dormitorio di via Capo di Lucca, ma anche alcuni immigrati che stavano vicino a Villa Aldini e rifugiati sgomberati dai Prati di Caprara. “Hanno risposto tutti positivamente – spiega Morgantini – La cosa che mi piace è la relazione che nasce tra i senza tetto e le famiglie, non una relazione solo economica, ma qualcosa di più”.