Italia
La polizia in azione contro i No Tav in Val di Susa
- 29 febbraio 2012
- 18.13
(Asca-TMNews) – Le forze dell’ordine in assetto antisommossa sono entrate in azione contro il presidio No Tav di Chianosco, in provincia di Torino, allestito da lunedì mattina sull’A32 con barricate, copertoni d’auto e masserizie. Una ruspa ha rimosso le barricate sulle carreggiate autostradali, tra le proteste dei No Tav che sono arretrati.
Dopo il video di Corriere Tv, in cui un carabiniere rimane impassibile mentre un attivista dei No Tav lo provoca ripetutamente dandogli della “pecorella”, tre operatori di Corriere.it sono stati aggrediti al presidio No Tav di Chianocco.
Secondo quanto scrive lo stesso quotidiano online, i tre operatori di H24-Corriere Tv, sono stati aggrediti da un gruppo di una quarantina di manifestanti No Tav (alcuni incappucciati) intorno a mezzogiorno. Sono stati spintonati e malmenati, uno di loro ha ricevuto un pugno in faccia, ma non è ferito. ”Abbiamo avuto molta paura però stiamo bene”, fanno sapere i tre attraverso la giornalista Benedetta Argentieri. Le attrezzature sono state gettate a terra e danneggiate, così come il pick up bianco sui cui si trovava il materiale per la trasmissione satellitare. I video-operatori si sono poi allontanati su un’altra vettura.
Il gruppo di No Tav si era avvicinato alla troupe chiedendo spiegazioni. ”Cosa state facendo qui?”. La risposta: ”Siamo un’agenzia televisiva. Siamo di H24 e lavoriamo per Corriere Tv”. Come per altro era evidente dalla sigla Corriere Tv sul microfono di una telecamera. Il sospetto dei manifestanti era che i tre fossero agenti della Digos venuti per il presidio. Ai tre sono stati sequestrati i documenti, due smartphone e le chiavi del pick up, dove c’era tutta l’attrezzatura audiovideo e di trasmissione.
Diversa, però, la versione del movimento: gli operatori sono stati invitati ad allontanarsi proprio per evitare che si inasprisse il clima di “forte tensione emotiva”. Non sono stati aggrediti, affermano i No Tav.
Il presidente della comunità montana della Valsusa e Valsangone, Sandro Plano, ha lanciato un appello al movimento affinché sia rispettato il lavoro dei giornalisti sottolineando però la necessità che ci sia un’informazione più corretta.