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Russia

La duma contro gli omossessuali

  • 25 gennaio 2013
  • 15.21

La polizia arresta un’attivista per i diritti degli omosessuali in Russia. (Mikhail Metzel, Ap/Lapresse)

Questa mattina a Mosca almeno venti attivisti per i diritti degli omosessuali sono stati arrestati mentre manifestavano davanti alla duma, il parlamento russo, dove si discuteva un disegno di legge “in difesa dei bambini” contro la “propaganda omosessuale”. Se la legge dovesse essere approvata definitivamente, saranno vietati i gay pride, qualsiasi “rappresentazione positiva” delle persone omosessuali, perfino la proiezione di film che danno un’idea positiva delle coppie omosessuali e tutte le attività di sostegno dei diritti dei gay.

La legge è stata approvata con una larga maggioranza: 388 voti a favore, un voto contrario e un’astensione. La proposta è solo al primo stadio di discussione nel parlamento e ne dovrà passare altri due per essere approvata. Disegni di legge simili sono stati già approvati dal governo locale di diverse città in Russia, tra cui San Pietroburgo.

Alcuni fedeli ortodossi hanno lanciato uova e vernice sugli attivisti che questa mattina avevano organizzato un bacio di gruppo davanti al parlamento. La polizia è intervenuta e ha arrestato diversi manifestanti.

La proposta di legge è stata presentata nel marzo del 2012 da alcuni deputati della regione di Novossibirsk, in Siberia, dove la legge è già in vigore. Il testo in esame alla duma è “molto controverso”, secondo gli attivisti. Yelena Kostiuchenko, giornalista e attivista, ha dichiarato: “La legge è molto confusa e non riesce a definire cosa significhi propaganda, anche perché ‘propaganda gay’ non significa niente”.

Con questa nuova legge in Russia chi è accusato di fare propaganda a favore dell’omosessualità dovrà pagare una multa di 124 euro, nel caso di una persona che ha una funzione pubblica la multa potrebbe essere dieci volte superiore, mentre le scuole e le aziende rischiano sanzioni fino a 12.400 euro.

Gli omosessuali non hanno vita facile in Russia, dove l’omosessualità è stata depenalizzata solo nel 1993 ed è stata considerata una malattia fino al 1999.

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