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mercoledì 23 maggio 2012 aggiornato alle 17.47

Tecnologia

Google vuole capire chi sei

  • 8 febbraio 2012
  • 17.06

“Per Google chi scrive questo articolo non è Karen Wise, una giornalista di trent’anni che lavora a Bloomberg Businessweek. Ma è un signore tra i 55 e i 64 anni a cui interessano le carte di credito, la finanza, Los Angeles e la politica”.

Per quanto sofisticato, il motore di ricerca non è ancora perfetto. Ma da marzo la nuova privacy policy potrebbe portare dei cambiamenti, scrive Wise. In particolare nel settore degli annunci pubblicitari.

Ora Google ancora non sa perché clicchiamo su un link. Invece di prevedere cosa cercheremo, analizza cosa abbiamo cercato. Se qualcuno cerca un libro universitario, per esempio, nella pagina dei risultati Google mostra degli annunci di altri libri universitari. Quando Google saprà che chi cerca il libro non è uno studente ma un genitore di mezza età, sarebbe logico che mostrasse degli annunci su come finanziare gli studi universitari.

Google ha una quantità enorme di dati su di noi, deve solo dargli un senso. Per questo Eli Pariser, autore del libro The filter bubble, chiede che tutti i servizi su internet spieghino con chiarezza come usano questi dati. “Se non sai quali informazioni stanno filtrando, non sai nemmeno cosa ti stai perdendo”.

Who does Google think you are? – Businessweek

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