Addetti alla disinfestazione contro il virus zika a Campina Grande, nello stato brasiliano di Paraíba, il 12 febbraio 2016.
  • 19 Feb 2016 16.17

Il virus zika sta smascherando le fragilità del Brasile

19 febbraio 2016 16:17

Un nemico silenzioso lungo meno di un centimetro è oggi la principale gola profonda in Brasile. La zanzara Aedes aegypti non solo trasporta il virus zika, ma sta anche attirando l’attenzione su una malattia cronica che non è ancora stata sconfitta da un paese annoverato tra le dieci più importanti economie del mondo.

L’Aedes sta portando alla luce un Brasile caratterizzato da profonde disparità, un sistema sanitario pubblico fragile e la vergognosa assenza di standard igienici di base, dove meno della metà della popolazione ha accesso alla rete fognaria. Questa zanzara inoltre svela una società contaminata da una moralità religiosa che opprime le donne.

Nel 2015, la parola inglese whistleblower (che in gergo giornalistico equivale a gola profonda) è diventata una delle più usate dai brasiliani. Le persone arrestate nell’ambito dell’operazione lava jato (autolavaggio), che indaga sul giro di tangenti tra l’azienda petrolifera di stato Petrobras e la classe politica, sembrano aver determinato il corso degli eventi nel paese. Ogni nuova rivelazione provocava uno slittamento nel gioco di potere. Si è parlato molto della messa in stato d’accusa della presidente Dilma Rousseff e del pantano economico in cui si trova il paese, ma ora a campeggiare sui titoli dei giornali in Brasile c’è un insetto dalle zampe lunghe.

Da quando è stato evidenziato il probabile, sebbene ancora non del tutto provato, legame tra il virus zika contratto in gravidanza e la microcefalia nei neonati, questa zanzara si è fatta strada tra le notizie e la coscienza dell’opinione pubblica. È successo in occasione del carnevale, una festa che di solito non viene sfiorata dalle cattive notizie e durante la quale i brasiliani si prendono gioco di ciò che per il resto dell’anno li fa piangere.

La zanzara Aedes è proliferata in Brasile a causa della negligenza dello stato

Le Olimpiadi del 2016, che avrebbero dovuto coronare simbolicamente il passaggio del Brasile da paese promessa del futuro a storia di successo nel presente, sono state macchiate in un primo momento dalla crisi economica e politica. Adesso i giochi olimpici sono funestati da una creatura alata che ancora una volta ci avvisa che non ci siamo del tutto lasciati alle spalle il passato. Ci si chiede se i tanto attesi 400mila turisti alla fine si materializzeranno.

Che tipo di paese può essere messo sotto accusa da una zanzara? Tanto per cominciare, è un paese dove Arthur Chioro, un medico esperto di salute comunitaria, è stato rimosso dall’incarico di ministro della salute proprio mentre il ministero aveva più bisogno di essere guidato da una figura come la sua. Quando questo è accaduto, lo scorso settembre, l’epidemia di dengue, una febbre sempre provocata dall’Aedes aegypti, stava raggiungendo dimensioni tragiche: nel 2015 sono statregistrati probabilmente più di 1,6 milioni di casi, e il numero delle vittime provocate da questa malattia è aumentato dell’80 per cento.

L’età della fertilità

In questo scenario, la presidente ha affidato la guida del dipartimento della salute – il ministero con il bilancio più consistente – a un politico del Partito del movimento democratico brasiliano, che Rousseff doveva accontentare per approvare le proposte di legge in parlamento e allontanare la minaccia di essere messa in stato d’accusa. Un mercato delle vacche che ha avuto come risultato la rimozione di uno specialista di salute comunitaria, rimpiazzato dallo psichiatra e politico di lungo corso Marcelo Castro.

Di fronte all’ipotesi di un legame tra il virus zika e la microcefalia, il nuovo ministro della salute se ne è uscito con una serie di dichiarazioni bizzarre. Marcelo Castro ha detto che “il sesso è per dilettanti, la maternità per professionisti”. Ha dichiarato che le donne si proteggono dalle zanzare meno degli uomini “perché mettono in mostra le gambe”. Poi ha detto che “sperava che le donne si prendessero il virus zika” prima di raggiungere l’età della fertilità, perché “così sarebbero immunizzate” e non avrebbero bisogno di un vaccino. Forse però i danni peggiori li ha fatti quando ha messo in guardia dalla possibilità che l’epidemia potrebbe fare emergere “una generazione di handicappati in Brasile”.

Le istituzioni scaricano sui cittadini la responsabilità di contenere l’epidemia

La zanzara Aedes è proliferata in Brasile a causa della negligenza dello stato, rimasto immobile di fronte a un sistema di fognature inadeguato, uno sviluppo urbano precario e all’accesso all’acqua potabile difficile per una parte della popolazione. Secondo l’Associazione brasiliana per la salute comunitaria, la distribuzione del numero di sospetti casi di microcefalia collegati al virus zika dimostra che sono state colpite le fasce più povere della popolazione che vivono in condizioni socioambientali drammatiche.

La qualità della risposta all’epidemia di zika e alla possibilità di avere una generazione di persone affette da microcefalia determinerà il prossimo futuro del Brasile. Potrebbe essere un’opportunità per affrontare i problemi cronici le cui soluzioni sono sempre state rinviate. Migliorare le condizioni di vita della popolazione con misure e procedure pubbliche efficaci è il modo migliore per sradicare i terreni di coltura della zanzara.

Le istituzioni però scaricano sui singoli cittadini la responsabilità di contenere un’epidemia che ha assunto queste proporzioni solo perché le autorità si sono dimostrate incapaci di andare oltre provvedimenti palliativi. Il governo ha promosso una “giornata nazionale di azione per combattere l’Aedes aegypti”, un’operazione di alto profilo che ha coinvolto più di 200mila soldati per ispezionare le case. Rousseff ha presenziato a una manifestazione indossando una T-shirt con sopra lo slogan: “Una zanzara non è più forte di un intero paese”.

La sfida più grande non è sconfiggere la zanzara, ma cambiare la struttura che le consente di esistere

L’operazione ha ricevuto molta attenzione da parte dei mezzi d’informazione. Tuttavia, credere che sia possibile combattere questa zanzara incoraggiando la gente a usare gli spray repellenti e a indossare pantaloni e camice a maniche lunghe, oppure incolpando il cittadino che lascia un piccolo recipiente d’acqua in un angolo di casa è da irresponsabili. La sfida più grande non è sconfiggere la gola profonda, ma cambiare la struttura che le consente di esistere.

La zanzara non sta solo “spifferando verità” sul Brasile, ma sta contribuendo anche a distorcere le priorità globali. La malaria, la tubercolosi e la malattia di Chagas non diventano “emergenze di salute comunitaria di livello internazionale”, come l’Organizzazione mondiale della sanità ha etichettato il virus zika.

Il fattore decisivo – come sottolinea Deisy Ventura dell’Istituto di relazioni internazionali dell’Università di São Paulo che studia i legami tra legge e salute – non è la malattia in sé, ma il fatto che si sposti fuori dei luoghi in cui dovrebbe restare confinata, nello specifico i paesi più poveri. In questo caso il virus zika è diventato un’emergenza globale perché minaccia i cervelli di bambini nei paesi ricchi. Questo insetto dalle zampe lunghe evidenzia anche la fragilità etica del potente homo sapiens.

(Traduzione di Giusy Muzzopappa)

Questo articolo è stato pubblicato dal quotidiano britannico The Guardian.

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