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Walter Potter, The kittens’ wedding, 1890 circa.
  • 22 Set 2016 19.22

L’epopea vittoriana dei gattini morti

22 settembre 2016 19:22

1. Matrimoni felini
Morbid anatomy museum, New York, fino al 6 novembre
Cosa serve per trovare 14 morbidi gattini imbalsamati e metterli in posa in abiti vittoriani a un matrimonio a Brooklyn? Più di due anni di tentativi e un colpo di fortuna dell’ultimo minuto. Il Morbid anatomy museum voleva organizzare una mostra su Walter Potter, tassidermista di età vittoriana, ma recuperare le opere disperse nelle collezioni di tutto il mondo era impensabile. Poi ha scoperto che una delle opere più note di Potter, The kittens’ wedding, era stata comprata da una donna di New York, ed è riuscito ad averla in prestito. I gattini in ghingheri creano una messa in scena allo stesso tempo adorabile e perversa e sono il fulcro di questa mostra, che colloca la tassidermia tra l’arte e la scienza. Potter portò a termine il suo primo esperimento a 15 anni, quando imbalsamò il suo canarino morto; poi continuò con rane, uccelli, gatti e topi, che assemblava in varie situazioni di vita quotidiana. Il matrimonio dei gattini, completato nel 1890, è una sontuosa festa di nozze in cui i protagonisti, riuniti intorno all’altare, sono vestiti con abiti originali impeccabili, dagli accessori alla biancheria intima. L’opera è in mostra per la prima volta negli Stati Uniti. Nel 2003, quando l’intera collezione di Potter fu messa all’asta, Damien Hirst offrì 1,6 milioni di dollari per bloccare la vendita e mantenerla intatta. La sua offerta fu rifiutata, le opere di Potter furono acquistate da privati e se ne perse ogni traccia. The New York Times

2. Autoritratti italiani
Extraordinary visions, Maxxi, Roma, fino al 23 ottobre
Una mostra di fotografia contemporanea al Maxxi di Roma offre un’alternativa al concetto, vecchio trecento anni e tanto caro agli stranieri, di Italia come grande museo a cielo aperto. Gli scatti di questi fotografi, per la maggior parte italiani, mostrano come possa essere contraddittoria e violenta la realtà del paese al di là delle rovine romane e dell’arte rinascimentale. Uno di loro, Simone Donati, osserva: “L’Italia è grottesca, divertente, ingenua e delirante, sia da vivere, sia da fotografare”. L’uomo che sembra incarnare tutte le contraddizioni dell’Italia è ancora Silvio Berlusconi, che spesso fa capolino nelle opere in mostra. The Economist

3. I maestri del Québec
Il giapponese Shohei Shigematsu, architetto associato dello studio Oma di New York, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo Museo nazionale di belle arti del Québec ha chiesto scherzosamente asilo al Canada. Una battuta che ha implicazioni artistiche oltre che politiche. Infatti, le scelte artistiche del museo canadese sembrano andare in direzione opposta al chiassoso mondo dell’arte contemporanea statunitense. Nel nuovo museo l’architettura è al servizio dell’arte e le star sono assenti dalle collezioni. Qualcuno pensa che il museo potrebbe rilanciare la città, ma di certo il successo non sarà ottenuto a suon di Picasso e Jeff Koons. Ci saranno solo opere di artisti del Québec, dall’artigianato dei discendenti degli Inuit a video, installazioni e foto. Frankfurter Allgemeine

Questa rubrica è stata pubblicata il 16 settembre 2016 a pagina 85 di Internazionale. Compra questo numero| Abbonati

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