• 27 Ott 2014 11.57

L’Ucraina ha scelto l’Europa

Bernard Guetta
27 ottobre 2014 11:57

Il risultato non poteva essere più netto. Secondo tre diversi exit poll il 70 per cento degli ucraini ha scelto un partito filoeuropeo.

Questo significa che nella giornata di domenica l’Ucraina ha manifestato la volontà di riavvicinarsi all’Unione europea schierandosi contro il piano di destabilizzazione di Vladimir Putin.

Gli exit poll devono ancora essere confermati, ma la tendenza è chiara. Anche se la Crimea annessa dalla Russia e le regioni orientali in mano ai separatisti avessero potuto partecipare al voto e si fossero pronunciate diversamente (cosa non scontata) la fisionomia complessiva del paese non sarebbe cambiata radicalmente.

Il voto dimostra innanzitutto che Putin, con il suo tentativo di soggiogare l’Ucraina, non ha fatto altro che invertire il corso della storia danneggiando il suo paese.

Storicamente, culturalmente e linguisticamente l’Ucraina è molto legata alla Russia. Il paese è composto da un groviglio inestricabile di popoli: alcuni guardano verso est e altri verso ovest.

I primi sono in minoranza nelle regioni occidentali, ma controllano ancora le regioni orientali la cui economia è stata vincolata in passato a quella dell’Urss e oggi lo è a quella della Russia.

Nonostante gli storici screzi la Russia è sempre stata di casa in Ucraina, ma Putin è riuscito nell’impresa di far rivoltare gli ucraini contro Mosca spingendoli verso l’Unione europea e tradendo in questo modo gli interessi del suo paese.

Il presidente si è dimostrato un pessimo russo, perché sta mettendo in grande difficoltà l’economia di una nazione che non ha mai saputo sviluppare nonostante le enormi risorse naturali e che ha esposto con le sue aggressioni alle sanzioni occidentali.

L’inquilino del Cremlino è dunque il grande perdente di queste elezioni. Ma questo significa che il riavvicinamento dell’Ucraina all’Unione è “irreversibile” come ha dichiarato domenica il presidente ucraino Petro Poroshenko?

L’affermazione dei partiti europeisti più giovani e più radicali potrebbe lasciar credere che sia così, ma la realtà è più complessa.

L’economia ucraina, infatti, è in rovina. Fmi e Unione europea non intendono intervenire senza un processo di risanamento da parte di Kiev, che comporterebbe un ulteriore peggioramento del tenore di vita.

Inoltre l’Unione è troppo impegnata con i suoi guai personali per aprire le sue porte all’Ucraina. Gli ucraini hanno scelto l’Europa, ora bisognerà capire se l’Europa sarà all’altezza di questa scelta.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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