• 18 Mar 2017 18.00

Perché in Europa cresce l’egemonia della destra

Giuliano Milani
18 marzo 2017 18:00

Luc Boltanski e Arnaud Esquerre, Verso l’estremo. L’estensione del dominio della destra
Mimesis, 78 pagine, 6 euro

Fino a pochi anni fa nella politica europea i giochi erano piuttosto chiari: la destra monopolizzava il discorso liberista in economia, la sinistra socialdemocratica ne offriva una versione più moderata lasciando a quella estrema l’invocazione dell’intervento dello stato. Poi le cose sono cambiate: l’estrema destra ha preso in mano la critica ai mercati e una parte della sinistra estrema ha cominciato a criticare insieme al liberismo economico il liberalismo politico.

La nuova confluenza degli opposti estremismi ha prodotto l’identificazione di un nuovo nemico, quello che in Francia chiamano bobo, e che in Italia potrebbe essere il “buonista” garantito da ciò che resta dello stato sociale. Così, complessivamente, il processo ha riproposto l’antica idea che esistano due popoli, uno buono, vilipeso e sfruttato e uno cattivo, privilegiato e solo per questo capace di permettersi un ideale solidale. Il fenomeno ha anche reso più appetibile (a sinistra) il concetto di identità locale mettendo insieme i proprietari di immobili interessati alla loro valorizzazione e gli esclusi dal lavoro inferociti contro gli immigrati.

Non è una prospettiva consolante quella tracciata in questo libretto tanto piccolo quanto ricco, pensato per la situazione francese, ma utile per leggere anche altre realtà.

Questa rubrica è stata pubblicata il 17 marzo 2017 a pagina 88 di Internazionale, con il titolo “L’egemonia della destra”. Compra questo numero| Abbonati

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