• 02 Giu 2016 18.02

La scuola rivoluzionaria è quella che insegna a risolvere problemi nuovi

Tullio De Mauro
02 giugno 2016 18:02

“I am a catalyst”, io sono un catalizzatore. Così dice di sé Graham Brown-Martin nel primo numero della newsletter che ha intitolato Revolution. Qui Graham continua e aggiorna il lavoro svolto girando per il mondo e cogliendo in atto fermenti di rinnovamento dei processi educativi di singole scuole e, qua e là, di interi sistemi scolastici. È il lavoro che ha documentato e riassunto nel suo libro (Re)imagine education e che ora prosegue con le notizie di questa lettera periodica. Io sono un catalizzatore, scrive Graham e specifica: “I am a virus”, il virus, l’enzima dell’innovazione.

E spiega: poche scuole proclamano di volere meno innovazione, meno creatività, meno idee nuove, ma i loro processi interni sono progettati come un sistema immunitario che ammazza il virus dell’innovazione. Abbiamo diffuso nel mondo scuole concepite come luoghi dove si trasmettono contenuti e si fanno esami e certificazioni, e ci siamo scordati l’educazione a risolvere problemi nuovi, a lavorare insieme, a collaborare per apprendere e per insegnare meglio e di più.

Graham potrebbe dire: non vengo a cambiare nemmeno una iota dell’antica legge, le equazioni o la prima guerra mondiale, ma vi chiedo di lavorare con uno spirito nuovo, lo spirito di apertura a un insegnamento e apprendimento che attraverso lavoro comune e innovazione portino a risultati educativi attenti alle esigenze profonde che il nuovo tempo impone a chi vive fuori delle scuole, alle società intere.

Questa rubrica è stata pubblicata il 27 maggio 2016 a pagina 98 di Internazionale, con il titolo “Il catalizzatore rivoluzionario”. Compra questo numero| Abbonati

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