L’apartheid dei giocattoli
- 23 dicembre 2011
- 10.31
Per Natale mio figlio di quattro anni vuole un aspirapolvere giocattolo. Avrei problemi a regalarlo a una bambina, figuriamoci a un maschio. Sbaglio? –Andrea
Io credo che tuo figlio voglia solo imitare quello che vede intorno a sé. Immagino che a casa vostra ci sia qualcuno che passa l’aspirapolvere (anche se, da quello che scrivi, temo che quel qualcuno non sia tu). È notizia di questi giorni che il famoso negozio di giocattoli londinese Hamleys ha abolito “l’apartheid dei sessi” e non separa più i giochi da maschio e quelli da femmina. Un tempo esposti su due piani differenti, ora i giocattoli sono divisi solo per area tematica: maschere, bambole e macchinine, senza riferimenti di genere.
Tutto questo grazie alla campagna lanciata dalla blogger Laura Nelson, una madre stanca di vedere solo cucinette e bambolotti nel reparto destinato a sua figlia. Perfino il rosa e il blu che caratterizzavano i reparti sono stati sostituiti dai più neutri rosso e bianco. E se si è aggiornato perfino Hamleys, che in Gran Bretagna è un’istituzione vecchia quasi quanto la monarchia, tu non puoi essere da meno. È probabile che per tuo figlio, ancora immune dai pregiudizi, quell’aspirapolvere sia solo un magnifico serpentone che mangia tutto quello che trova. Se poi invece lo vuole perché ama fare le pulizie, tanto meglio. Ti troverai in casa un ragazzo ordinato.
Internazionale, numero 929, 23 dicembre 2011