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Giuliano Milani

Insegna storia medievale alla Sapienza Università di Roma. Ha scritto I comuni italiani (Laterza 2009).

Il destino di ognuno

  • 31 maggio 2012
  • 12.00

Luciano Gallino, La lotta di classe dopo la lotta di classe
Laterza, 222 pagine, 12 euro

Secondo il sociologo Luciano Gallino chi pensa che non abbia più senso parlare di classi sociali si sbaglia. Se, come spiega Max Weber, una classe è una comunità i cui membri condividono un destino fatto di scelte e opportunità di vita, oggi, con il destino di ognuno più segnato che mai, le classi esistono eccome. A mancare, semmai, è la consapevolezza di farne parte e dunque, per chi non è soddisfatto del proprio destino, la capacità di trovare modi e ragioni per provare a cambiarlo. Non per questo la lotta di classe è finita, tutt’altro. A lottare, oggi, è chi vuole difendere la sua posizione sociale e per farlo non esita a ricorrere a ogni mezzo necessario.

Con questo obiettivo una nuova classe ricca e trans­nazionale va smantellando il welfare e le tutele dei lavoratori, si oppone alle riforme che tendono a tassare i redditi finanziari e, diffondendo un’ideologia neoliberale, accompagna gran parte di ciò che chiamiamo “globalizzazione”. Per quanto ogni tanto ci si domandi se la spiegazione fornita sia del tutto esaustiva, il libro ha il merito di fornire una chiave di lettura della realtà ordinando, in modo chiaro e documentato, processi storici diversi, italiani e globali. Leggendolo si è spinti a interrogarsi su quale sia la classe a cui si appartiene, così da cominciare a comportarsi di conseguenza per intervenire, magari insieme ad altri, sul destino che ci attende.

Internazionale, numero 950, 25 maggio 2012

Luciano Gallino, La lotta di classe dopo la lotta di classe
Laterza, 222 pagine, 12 euro

Secondo il sociologo Luciano Gallino chi pensa che non abbia più senso parlare di classi sociali si sbaglia. Se, come spiega Max Weber, una classe è una comunità i cui membri condividono un destino fatto di scelte e opportunità di vita, oggi, con il destino di ognuno più segnato che mai, le classi esistono eccome. A mancare, semmai, è la consapevolezza di farne parte e dunque, per chi non è soddisfatto del proprio destino, la capacità di trovare modi e ragioni per provare a cambiarlo. Non per questo la lotta di classe è finita, tutt’altro. A lottare, oggi, è chi vuole difendere la sua posizione sociale e per farlo non esita a ricorrere a ogni mezzo necessario.

Con questo obiettivo una nuova classe ricca e trans­nazionale va smantellando il welfare e le tutele dei lavoratori, si oppone alle riforme che tendono a tassare i redditi finanziari e, diffondendo un’ideologia neoliberale, accompagna gran parte di ciò che chiamiamo “globalizzazione”. Per quanto ogni tanto ci si domandi se la spiegazione fornita sia del tutto esaustiva, il libro ha il merito di fornire una chiave di lettura della realtà ordinando, in modo chiaro e documentato, processi storici diversi, italiani e globali. Leggendolo si è spinti a interrogarsi su quale sia la classe a cui si appartiene, così da cominciare a comportarsi di conseguenza per intervenire, magari insieme ad altri, sul destino che ci attende.

Internazionale, numero 950, 25 maggio 2012

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