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Jason Horowitz

È un giornalista del Washington Post. Segue le elezioni statunitensi per Internazionale.

Ottimismo pericoloso

  • 16 luglio 2012
  • 16.00
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Per quanto siano rimasti delusi dalla sua presidenza, molti sostenitori di Obama semplicemente non vedono come Mitt Romney, un politico ingessato, noioso e voltagabbana, possa battere il candidato più carismatico degli ultimi decenni. In fondo, dicono, alle primarie l’ha spuntata per un pelo contro gente come Michele Bachmann, Rick Perry, Newt Gingrich ed Herman Cain (ve lo ricordate? Ha appena lanciato la sua Cain Tv). Per giunta è mormone!

Non a caso, secondo gli ultimi sondaggi una buona maggioranza di sostenitori di Obama è convinta che il presidente vincerà le elezioni. Se vuole vincere a novembre, però, Obama deve spengere questo ottimismo. Alle elezioni si preannuncia un testa a testa, e a fare la differenza sarà la mobilitazione degli elettori. Vincerà chi riuscirà a coinvolgere di più la base. Tradizionalmente, la troppa sicurezza non è un buon viatico. Obama dovrà convincere i democratici che senza i loro soldi e i loro voti la rielezione è a rischio. Romney sta silenziosamente colmando il gap dell’entusiasmo: i suoi sostenitori sono altrettanto ottimisti dei democratici.

E in più Romney può contare su quella grossa fetta dell’universo repubblicano che odia visceralmente Obama. Pochi democratici nutrono la stessa avversione per Romney. In più Romney sta raccogliendo più soldi di Obama, e questo è forse il segnale più allarmante per il presidente. A giugno Romney e i repubblicani hanno rastrellato 106 milioni di dollari contro gli appena 71 di Obama e dei democratici.

È proprio il caso di sentirsi così sicuri?

Traduzione di Fabrizio Saulini

Internazionale, numero 957, 13 luglio 2012

Per quanto siano rimasti delusi dalla sua presidenza, molti sostenitori di Obama semplicemente non vedono come Mitt Romney, un politico ingessato, noioso e voltagabbana, possa battere il candidato più carismatico degli ultimi decenni. In fondo, dicono, alle primarie l’ha spuntata per un pelo contro gente come Michele Bachmann, Rick Perry, Newt Gingrich ed Herman Cain (ve lo ricordate? Ha appena lanciato la sua Cain Tv). Per giunta è mormone!

Non a caso, secondo gli ultimi sondaggi una buona maggioranza di sostenitori di Obama è convinta che il presidente vincerà le elezioni. Se vuole vincere a novembre, però, Obama deve spengere questo ottimismo. Alle elezioni si preannuncia un testa a testa, e a fare la differenza sarà la mobilitazione degli elettori. Vincerà chi riuscirà a coinvolgere di più la base. Tradizionalmente, la troppa sicurezza non è un buon viatico. Obama dovrà convincere i democratici che senza i loro soldi e i loro voti la rielezione è a rischio. Romney sta silenziosamente colmando il gap dell’entusiasmo: i suoi sostenitori sono altrettanto ottimisti dei democratici.

E in più Romney può contare su quella grossa fetta dell’universo repubblicano che odia visceralmente Obama. Pochi democratici nutrono la stessa avversione per Romney. In più Romney sta raccogliendo più soldi di Obama, e questo è forse il segnale più allarmante per il presidente. A giugno Romney e i repubblicani hanno rastrellato 106 milioni di dollari contro gli appena 71 di Obama e dei democratici.

È proprio il caso di sentirsi così sicuri?

Traduzione di Fabrizio Saulini

Internazionale, numero 957, 13 luglio 2012

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