Il 16 maggio 2013 sarà ricordato nella storia della repubblica italiana come il giorno in cui  Beppe Grillo concesse la prima intervista a un giornale italiano. Un evento straordinario che giustamente ha fatto tremare società e istituzioni, visto che nessuno avrebbe mai osato immaginare che, in un paese democratico e liberale, il leader di un movimento che ha un quarto dei voti dei cittadini, si sarebbe finalmente concesso a un mezzo d’informazione. 

Terminata la fase di intolleranza acuta, quasi fobica, di antinazionalismo mediatico, il Grillo nazionale è sceso dall’albero (o meglio dal palco) per concedere la prima intervista in esclusiva a un giornale torinese e quindi italiano.

L’intervista, che fatto sobbalzare Twitter e trasformato il giornalista Jacopo Iacoboni in un re per un giorno (il bravo

@jacopo_iacoboni è diventato uno dei massimi esperti in materia di grillini), comincia con un caffè alle undici di mattina e la descrizione del menù della sera precedente (insalata di cicoria). Viene subito in mente un altro evento mediatico, sempre italiano, la storica intervista a una personalità che dopo un lungo silenzio aveva deciso di tornare in campo concedendo un’intervista dopo mesi di silenzio.

Due casi non proprio uguali ma simili: chi negli ultimi mesi ha corteggiato la stampa estera e chi per mesi ha fatto l’impossibile per evitarla. Uno  con il caffè e l’altro con un tè, uno  con la passione per le lunghe nuotate e l’altro con un po’ di chili persi e tanta passione. Entrambi parlano di uno “strano clima” (Grillo), lo stesso già descritto da Berlusconi come “clima da stato di polizia tributaria”, o di persecuzioni stile della “polizia, non la polizia postale” (Grillo) e “una pesantissima campagna mediatico-giudiziaria e di speculazione, interna e internazionale” (Berlusconi). Non mancano da una parte accenni ai dossier personali (“fanno dossier su di me, pubblicano l’indirizzo di casa mia”) dall’altra silenzi su una casa fin troppo aperta. 

Rivalità professionale o altre forme di gelosia sono comunque da escludere: il clima si scalda e il pubblico aspetta.

“Un attore brillante”, diceva Berlusconi di Grillo. “Alla fine ne resterà uno solo. O noi o il nano. La scelta sarà questa”, afferma Grillo. 

E sembra già di sentire la colonna sonora di Sergio Leone.

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