Internazionale

mercoledì 23 maggio 2012 aggiornato alle 19.50

Gabriella Kuruvilla

Periferia perduta

  • 22 novembre 2010
  • 11.26

Al Corvetto, periferia sudest di Milano, a un passo dalla campagna e a quattro chilometri dal Duomo, c’è un blocco di case che si sta sgretolando: è quello formato dal quartiere Mazzini, abitato da circa quattromila persone e realizzato all’inizio del novecento. È composto da edifici pericolanti che ruotano intorno a cortili fatiscenti. Molti appartamenti sono vuoti, altri occupati, tanti sprangati o in mano al racket delle abitazioni, gestito da italiani.

Entro in un edificio di via dei Cinquecento: Marzia, 40 anni, disoccupata, abita in trenta metri quadrati con il marito disabile e tre figli minorenni. Filippo, 75 anni, pensionato, tempo fa è stato rapinato. Per rubargli qualche spicciolo, lo hanno legato e picchiato. Lui non li ha denunciati: “Non ho il fegato”, dice. Qui parlano in pochi. Chi lo fa viene additato come un infame: c’è chi considera l’omertà un valore.

Alla fine dell’estate un vigile è stato malmenato da un gruppo di ragazzi italiani che volevano “liberare” un loro coetaneo coinvolto in una rissa con un marocchino. In questa zona, abitata prevalentemente da anziani soli e da famiglie meridionali, vivono anche molti extracomunitari. “Gli stranieri non sono un problema”, dice don Antonio, il parroco: “C’è da risanare il degrado ambientale, che riflette quello economico e diventa psicologico”. Il responsabile scolastico di zona dice: “Gli immigrati vengono per lavorare e per far studiare i figli, mentre le famiglie italiane sono assenti e offrono modelli sbagliati. Servono aiuti reali per garantire a tutti delle prospettive migliori”.

Gabriella Kuruvilla è una scrittrice italoindiana. È nata a Milano nel 1969.

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