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1 feb 2008 • Fonti: La Vanguardia, El Pais, El Periodico de Catalunya, El Mundo



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3/2/2010

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Spagna

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Zapatero e la Chiesa
I vescovi spagnoli scendono in campo e bocciano i tentativi di dialogo del premier con l'Eta.

Il prossimo 9 marzo si terranno le elezioni generali in Spagna. La Conferenza episcopale spagnola ha pubblicato ieri, in vista dell’evento, una nota che "senza fare nessun nome, punta chiaramente il dito contro il primo ministro José Luis Rodriguez Zapatero", scrive La Vanguardia, "condannando il suo tentativo di raggiungere un accordo politico con l'Eta per mettere fine al terrorismo basco".

Secondo il quotidiano di Barcellona, i vescovi spagnoli "hanno il diritto di esprimere la loro opinione, anzi è necessario ascoltare la loro voce anche sulle questioni politiche, ma è lecito pretendere coerenza: in passato molti prelati della chiesa cattolica hanno fatto da mediatori con l'Eta e, dieci anni fa, alcuni membri del braccio politico dell’organizzazione basca, il partito Batasuna, sono stati addirittura intervistati da Radio Vaticana".

El Pais ricorda invece che "c’è un luogo esclusivo dove i vescovi sono liberi di dire tutto quello che vogliono: le chiese. Non possono intervenire nella vita politica degli spagnoli pretendendo di possedere la verità assoluta".

El Periodico de Catalunya definisce "il dogmatismo ultimamente in voga nei piani alti della Chiesa simile alla strategia politica messa in atto negli anni della guerra civile spagnola" e si chiede: "Pochi stati laici rispettano le autorità religiose quanto la Spagna. Perché la Chiesa non ricambia, ma continua invece ad attaccare il sistema politico?".

Il Partito socialista spagnolo ha reagito alla nota episcopale ricordando che anche i governi di destra hanno negoziato con l'Eta, ma El Mundo sostiene che "quello che ha fatto il governo Zapatero in questa legislatura non ha paragoni. La Chiesa aveva il dovere morale di denunciare il comportamento dell’esecutivo, ma sarà l'elettorato a decidere chi votare il prossimo mese.

Il Partito popolare (Pp) ora deve evitare di farsi portavoce dell'ideologia cattolica. Il suo leader Mariano Rajoy deve lasciare bene inteso che Pp e vescovato possono avere alcune idee in comune ma hanno comunque posizioni differenti su tante altre cose".
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