In Gran Bretagna quattordici donne che hanno subìto violenze sessuali hanno ricevuto un indennizzo ridotto perché al momento dello stupro erano ubriache e quindi parzialmente responsabili dell'accaduto. È polemica.
"Chiamatemi cinica se volete", scrive Cath Elliott sul Guardian, "ma non sono sorpresa dalla notizia. Se sei una delle quasi 14mila donne che ogni anno trovano il coraggio di denunciare un crimine sessuale, qualcuno troverà una ragione per dire che è stata tutta colpa tua. E c'è ancora chi si domanda perché migliaia di donne decidono di non denunciare uno stupro".
Secondo l'Independent, "la sicurezza e la responsabilità personale sono importanti per evitare uno stupro. Le donne, bevendo troppo, si espongono infatti come potenziali obiettivi di abusi sessuali. Queste considerazioni, però, non hanno valore se lo stupro è già stato commesso. Il fatto che una donna fosse ubriaca non giustifica in alcun modo il colpevole".
Liz Hunt del Daily Telegraph è altrettanto indignata: "Ancora una volta sentiamo lo stesso discorso. Com'era vestita, quanto aveva bevuto, che droghe aveva preso, la sua storia sessuale. Ora che sappiamo cosa la pensa la corte, sarà meglio stare attente, ragazze. Se ordiniamo da bere, perdiamo l'ultimo autobus che ci riporta a casa e siamo così sfortunate da essere stuprate, allora il fatto che abbiamo bevuto troppo potrebbe impedirci di ricevere un risarcimento adeguato".
Lo stupro rimane comunque un argomento controverso, soprattutto perché molta gente continua a credere che la vittima sia in qualche modo colpevole, come spiega la stessa Liz Hunt. "Un amico che ha fatto il giurato in un recente caso di stupro mi ha spiegato che la visione prevalente tra i membri della giuria era che, dal momento che la ragazza stava andando in un night club, la sua intenzione era quella di fare sesso. Quindi lo stupro non era una possibilità reale".