La crisi economica incombe su Parigi, ma il governo Fillon minimizza. A farne le spese potrebbero essere tutti i settori, "anche l'ambiente", commenta Le Monde.
Mentre lo spettro della recessione anima le polemiche sui giornali francesi, il primo ministro François Fillon ha riunito i vertici economici del governo per evitare che "si diffondano voci che non corrispondono alla realtà".
Fillon rifiuta infatti le previsioni allarmiste del mondo della finanza e respinge gli attacchi dell'opposizione, che continua, dopo un anno, a denunciare l'ingiustizia e l'inefficacia del pacchetto fiscale.
Il quotidiano Le Figaro spiega i motivi di questa riunione straordinaria: "Il primo ministro Fillon ha riunito un vero e proprio consiglio di guerra contro la recessione, contro il declino della ricchezza nazionale, contro un potere d'acquisto in continuo calo. All'ordine del giorno c'erano l'analisi della situazione attuale, un dibattito sulla sua gravità e qualche misura per dimostrare che le istituzioni sono in prima fila per risolvere i problemi. L'intenzione è lodevole, ma il governo deve soprattutto sostenere le imprese, vere vittime dello choc economico".
Il momento è difficile per la Francia e anche la difesa dell'ambiente potrebbe farne le spese: "C'è un dibattito in corso fra il ministro dell'ecologia Jean-Louis Borloo e quello del bilancio Eric Woerth", spiega Le Monde.
"Il primo è orgoglioso degli incentivi per il passaggio ad automobili meno inquinanti e propone di estendere le misure ad altri beni di consumo. Il secondo si appella al costo dell'operazione per spiegare che, in un contesto economico depresso e con un deficit pubblico enorme, non è più il momento dei regali fiscali".