Il governo tedesco ha approvato un emendamento alla legge sul commercio estero che limiterà l'influenza degli investitori extraeuropei sulle compagnie tedesche.
Chi tenterà infatti di investire nel mercato tedesco verrà sottoposto a severi controlli dal governo federale. Le reazioni della stampa europea sono tutt'altro che positive.
Il Financial Times è convinto che la legge possa avere conseguenze disastrose: "Il governo tedesco non è il solo ad avere paura degli investitori stranieri, ma non sta facendo un favore alla sua economia sbattendoli fuori".
Anche Le Monde è scettico: "In Germania è stata confermata l'ascesa del protezionismo, con grande rammarico dell'ambiente economico. All'inizio il crescente potere dei fondi d'investimento stranieri ha spinto Berlino a inasprire la legislazione. Il governo voleva contenere le ambizioni di stati investitori con enormi riserve a disposizione, come Russia e Cina, che sono sospettati di utilizzare la finanza per esercitare influenza politica o guadagnare conoscenze tecniche. Ora anche le maggiori compagnie tedesche sono preoccupate. Il mondo dell'economia condanna però la decisione di Berlino accusandola di impedire il libero movimento dei capitali".
Anche Michael Hüther, direttore dell'Istituto per la ricerca economica di Colonia, è convinto che il nuovo regolamento sia un disastro. Hüther scrive infatti sul quotidiano Handelsblatt: "La confusa terminologia legale dell'emendamento potrebbe facilitare abusi deliberati e interpretazioni ambigue. La sicurezza e l'ordine interni sono concetti banali, su cui chiunque può trovarsi daccordo".
"Sono temi che possono facilmente essere strumentalizzati dalla politica per attribuirsi maggiori poteri", continua il quotidiano. "Ed è questa la caratteristica più preoccupante dell'emendamento del governo, oltre al fatto che si concede allo stato il diritto di intervenire sugli investimenti di capitali stranieri".