Internazionale

venerdì 3 febbraio 2012 aggiornato alle 18.46

Opinioni »

Amira Hass

È una giornalista israeliana. Vive a Ramallah, in Cisgiordania, scrive per il quotidiano Ha'aretz e ha una rubrica su Internazionale.

Puttane e marxiste

  • 19 agosto 2010
  • 12.02

Una certa sinistra ha una visione romantica di come viene governata Gaza, ma i poliziotti di Hamas insultano e picchiano, scrive Amira Hass.

“Vorrei che tutti quelli di sinistra fossero qui per vedere quello che fanno i poliziotti di Hamas”, ha pensato la mia amica, spaventata e furiosa, mentre assisteva al pestaggio di alcuni suoi compagni del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp).

Una certa sinistra ha una visione romantica di come viene governata Gaza. L’Fplp protestava contro la crisi elettrica che colpisce la Striscia: le interruzioni di corrente durano in media più di otto ore al giorno e a volte anche dodici.

A novembre l’Unione europea ha smesso di finanziare l’acquisto di carburante (importato da Israele) e la spesa è ricaduta sull’Autorità Nazionale Palestinese (Anp). Questa spesa si somma a quella per l’acquisto dell’elettricità che l’Anp compra da Israele. La compagnia di distribuzione dell’elettricità di Gaza, controllata dal governo di Hamas, dovrebbe inviare a Ramallah i soldi raccolti per il pagamento della corrente. Il governo di Ramallah accusa Hamas di intascare una parte dei soldi. Hamas nega e accusa Ramallah di privare dell’elettricità gli abitanti della Striscia. L’Fplp accusa entrambi di strumentalizzare la sofferenza dei palestinesi per farsi la guerra.

Durante la manifestazione nella piazza del Milite ignoto a Gaza le militanti dell’Fplp sono state insultate dai poliziotti: sono state chiamate “puttane”, come al solito, e “marxiste”.

I termini marxista e comunista, alla pari di ateo, sono usati per indicare le persone che non credono nella creazione divina. E sono considerati un insulto.

Commenti

In copertina

I costi umani di un iPad

I costi umani di un iPad

Dietro il successo della Apple ci sono fabbriche cinesi che impongono agli operai condizioni di lavoro molto dure. L’inchiesta del New York Times

Articoli di

  1. Ala al Aswani
  2. Tito Boeri
  3. Pier Andrea Canei
  4. Manuel Castells
  5. Christian Caujolle
  6. Noam Chomsky
  7. Li Datong
  8. Giovanni De Mauro
  9. Tullio De Mauro
  10. Boubacar Boris Diop
  11. Louise Doughty
  12. Doug Dyment
  13. Goffredo Fofi
  14. John Foot
  15. Keith Gessen
  16. Tim Harford
  17. Amira Hass
  18. Leo Hickman
  19. Christopher Hitchens
  20. Nick Hornby
  21. Jason Horowitz
  22. Will Hutton
  23. Zuhair al Jezairy
  24. Eric Jozsef
  25. Paul Kennedy
  26. Rami Khouri
  27. Paul Krugman
  28. Gideon Levy
  29. Tomás Eloy Martínez
  30. Giuliano Milani
  31. Loretta Napoleoni
  32. Anahad O’Connor
  33. Laurie Penny
  34. Pia Pera
  35. Anna Politkovskaja
  36. Mark Porter
  37. David Randall
  38. Ahmed Rashid
  39. David Rieff
  40. Claudio Rossi Marcelli
  41. Arundhati Roy
  42. Olivier Roy
  43. Milana Runjic
  44. Yoani Sánchez
  45. Andrew Sullivan
  46. James Surowiecki
  47. José I. Torreblanca
  48. Juan Villoro
  49. Binyavanga Wainaina
  50. Tony Wheeler
  51. Slavoj Žižek
  52. Giulia Zoli