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Di Ramin Bahrani. Con Dennis Quaid, Zac Efron, Clancy Brown, Heather Graham. 2012, 105’

Ramin Bahrani si è fatto conoscere per film intimisti come Goodbye Solo o Man push cart. Qui ha provato a cimentarsi con qualcosa di più grande per non dire grandioso. Ma purtroppo non ha funzionato e ne è venuta fuori una soap opera tragico-melodrammatica ambientata nella farm belt, tra le praterie e i campi di grano dell’Iowa.

La premessa del film è insolita e alcune interpretazioni non sono male, ma la storia è confusa e insoddisfacente, con buchi nella sceneggiatura attraverso i quali passa tranquillamente una carovana di mietitrebbie. Definirei il finale una boiata oltraggiosa e l’interpretazione di Dennis Quaid, per usare un eufemismo, strana. L’attore e tantomeno il regista non sembrano aver chiaro se il personaggio è comico, tragico, normale, buono o cattivo. Molte delle sue smorfie sembrano più adatte a un film muto. Bahrani poi non sembra a suo agio nel maneggiare temi cupi come violenza, crimine e senso di colpa.
Peter Bradshaw, The Guardian

Internazionale, numero 965, 7 settembre 2012

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