• 16 Feb 2017 17.22

Il sesso è l’unico modo per essere felici in una relazione?

Dan Savage
16 febbraio 2017 17:22

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Leggo la tua rubrica sul Coast di Halifax da un po’ di tempo, e mi sembra che il più delle volte le soluzioni ai problemi di coppia abbiano a che fare con il sesso. Tutti lo vogliono o ne hanno bisogno, bisogna scopare prima di cena, si può movimentare la vita sessuale in modo tale da essere felici. E se invece uno di fare sesso non ne ha voglia? Ma proprio mai? Ho chiesto consiglio ad altri e la risposta che mi danno di solito è di “sacrificarmi per la causa”, ovvero fare sesso per tenere buona l’altra persona. È davvero l’unico modo per essere felici in una relazione? Non che mi vada, ma a questo punto non vedo altre soluzioni.

–All Alone Ace

La mia rubrica si occupa di sesso, e di conseguenza, AAA, le persone tendono a scrivermi quando il problema è il sesso (che manca, che si desidera, che c’è ma non come lo si vorrebbe, eccetera), e il sesso (in una qualche forma nuova e migliorata) è anche – spesso ma non sempre – la soluzione. Ricevo e rispondo anche alle domande degli asessuali, e invito le persone sessuali a non considerare quelle asessuali come difettose, e a non giudicare difettose le relazioni stabili ma prive di sesso. Se entrambe le persone coinvolte sono soddisfatte e felici, la loro è una buona relazione, sana e funzionante, che il sesso sia soft, hard o inesistente. Un matrimonio “cameratesco” può essere un buon matrimonio.

Quanto al “sacrificarsi per la causa”, non è un consiglio che ricevono solo gli asessuali. Anche a una donna sposata con un feticista dei piedi, per esempio, si potrebbe consigliare di “sacrificarsi per la causa” e lasciare che il marito si sollazzi con i suoi piedi. Un tizio dai gusti soft con una moglie corrotta da Cinquanta sfumature di grigio (è tornato!) può sentirsi consigliare di “sacrificarsi per la causa” e legare la moglie una volta ogni tanto.

E se al mondo ci saranno senz’altro un sacco di asessuali che “si sacrificano per la causa” – fanno sesso per accontentare/tenersi i partner (o permettono ai partner di cercarsi il sesso altrove) – lo sai chi è che non deve mai “sacrificarsi per la causa”? Gli asessuali che stanno con altri asessuali.

L’alternativa è mettersi con una persona asessuale, AAA, e per te potrebbe essere la soluzione migliore (non vuoi sforzarti per la causa? Non scegliere cause che richiedano sforzi). Facendo una rapida ricerca su Google escono diversi siti d’incontri per asessuali: Asexualitic.com, AsexualMatch.com, Ace-Book.net, AsexualPals.com. Ci si può definire asessuali, e cercare altri asessuali, anche su siti d’incontri più generici come OkCupid e Match.

Già ti sento formulare la risposta, AAA: gli asessuali rappresentano appena l’1 percento della popolazione. Halifax fa 400mila abitanti, quindi ci sono altri 3.999 asessuali. Detto così sembrano tanti, ma nella maggior parte dei casi saranno troppo giovani, troppo vecchi oppure poco attraenti per questioni politiche o personali (adorano Kevin O’Leary, non hanno visto Moonlight, si tolgono le caccole con una forchetta da ostriche).

Un buon numero, inoltre, potrebbe non essere consapevole, per il momento, di essere asessuale. E quindi, realisticamente, il bacino locale da cui puoi attingere sarà molto più piccolo di 3.999.

Ma c’è una buona notizia! Su questo pianeta di ci sono 7,5 miliardi di persone! E 75 milioni sono asessuali!

Un mio caro amico che ha un assortimento davvero unico di gusti sessuali – una costellazione di gusti folli, specifici e rari – ha deciso di allargare il raggio delle sue ricerche sulle applicazioni per incontri specializzate. Conosciuto un tizio che stava dall’altra parte del mondo e aveva gli stessi identici gusti, e dopo essersi trovati bene su Skype, e dopo che quello aveva dato al mio amico delle referenze (mettendolo in contatto con alcuni suoi amici che potevano garantire per lui), il mio amico è volato all’altro capo del mondo per andare a un primo appuntamento.

Due mesi dopo è tornato là, si è fermato qualche mese, e alla fine si è trasferito all’estero per stare con Mister Gusti Compatibili In Capo Al Mondo. Se il mio amico ha fatto cose che in genere alla gente verrebbero sconsigliate — chi mai farebbe 12 ore divoloper andare a un primo appuntamento? — è perché sapeva che di coperchi per la sua specifica pentola in giro non ce n’erano tanti.

L’asessualità non è un gusto sessuale, me ne rendo conto, ma tu, AAA, puoi e devi allargare il raggio delle tue ricerche come ha fatto il mio amico espatriato. Non farti limitare dalla geografia. Magari non puoi permetterti divolare in capo al mondo per un primo appuntamento, ma puoi sempre trascinare il culo nella provincia accanto se ti capita di conoscere un asessuale del Nuovo Brunswick o del Québec. Buona fortuna.

***

Sono una lesbica di 22 anni e vivo nello Utah. In autunno finalmente comincerò l’università. Sono autistica (altamente funzionale) e lavorare mentre studio a tempo pieno non mi è possibile. Dovrò quindi rimanere a casa dei miei, perché non posso pagarmi l’affitto e le spese da sola. Il problema è che ho due genitori super repubblicani e religiosi. Finché vivo in casa loro, non posso avere una vita sentimentale (disapprovano il fatto che sia gay), non posso bere e non posso guardare film che contengano parolacce. Mi obbligano anche a studiare tutti i giorni con loro le scritture sacre, cosa che odio. Non so che fare. Finché vivrò a casa non potrò mai essere me stessa né divertirmi in alcun modo, perché ho paura che i miei mi sbattano fuori. Ma non posso permettermi di andarmene di casa. Sono timida e le interazioni sociali mi innervosiscono, per cui non ho amici che possano aiutarmi, e nemmeno posso immaginare di vivere con dei coinquilini che non conosco. Una volta laureata avrò 29 anni, e non mi va di vivere così per tutto questo tempo. Hai qualche consiglio? Con i miei genitori potrei magari trovare un accordo, ma loro sono molto rigidi e non voglio ferirli.

–Under Their Authoritarian Homophobia

Un conto sarebbe se in casa facessero rispettare “le loro regole” sull’alcol. Ma pretendere che una figlia adulta non abbia una vita sentimentale, o in generale che non sia lesbica, è semplicemente crudele (molti invasati religiosi credono che l’omosessualità sia un comportamento e non un tratto identitario, e che quindi chi non pratica sesso gay o lesbico in quel preciso momento non sia davvero gay o lesbica. In base a quel criterio, io non sarei più gay da alcune ore). Ma poi usare l’autismo e l’isolamento sociale e la dipendenza economica della figlia contro di lei per controllarla? Più crudele ancora.

Dici che non vuoi ferire i tuoi genitori – perché sei una brava figlia – ma è evidente che a quelle due merde non si fanno problemi a ferire te.

In genere il mio consiglio sarebbe di dire ai genitori crudeli quello che vogliono sentirsi dire – ovvero sentirsi liberi di mentire se costretti – e poi contare sugli amici, fare le proprie cose quando si è fuori di casa e stare attenti a non farsi beccare. Ma tu non puoi farlo.

Dovrai quindi chiederti cosa sia più importante per te: la libertà subito o una laurea il prima possibile. Se è la libertà, vattene di casa, trovati un lavoro, iscriviti a un community college, per laurearti impiega il tempo che ti serve. Se invece vuoi la laurea entro i 30 anni, allora arrenditi, passa un sacco di serate a “studiare in biblioteca” e chiedi all’ufficio assistenza studenti del tuo campus se esistono servizi o gruppi di sostegno per gli studenti affetti da autismo o sindrome di Asperger. Chi lo sa? Magari ti capita di conoscere qualcuno con cui puoi pensare di convivere, da coinquilini e amici, e di riuscire a tirarti fuori da casa dei tuoi genitori prima del previsto.

P.S. Vivi nello Utah, UTAH. Se nel tuo campus esiste un gruppo studentesco lgbt, vai ai loro incontri e racconta la tua storia. Potresti incontrare un ragazzo gay mormone con due genitori come i tuoi – altre due merde crudeli – al quale potrebbe tornare utile una finta fidanzata da tenersi fino alla laurea, così come a te potrebbe far comodo un finto fidanzato da usare finché non te ne vai di casa.

(Traduzione di Matteo Colombo)

pubblicità

Da non perdere

I robot non potranno fare tutti i lavori al posto nostro
Un’idea sbagliata di Islam. La nuova copertina di Internazionale
Elena Urlaeva contro la raccolta forzata di cotone in Uzbekistan

In primo piano