07 giugno 2016 18:40

Nell’Africa subsahariana il compito di portare l’acqua in casa tocca soprattutto alle donne e ai bambini. Nei 24 paesi presi in esame da un nuovo studio molte famiglie, soprattutto nelle aree rurali, non hanno l’acqua corrente nella propria abitazione, un pozzo in cortile, un serbatoio o una fontana nelle vicinanze. Per procurarsi l’acqua bisogna trasportarla da lontano, in alcuni casi con più viaggi. Secondo Jay Graham, Mitsuaki Hirai e Seung-Sup Kim sono coinvolti in questo compito quasi 17 milioni di donne e di bambini, per lo più bambine.

Le donne sono le principali fornitrici di acqua in tutti i 24 paesi. I bambini sono utilizzati soprattutto in Burundi, Camerun, Etiopia, Mozambico, Niger e Nigeria. Spesso questi bambini sottraggono ore alla scuola e allo studio per svolgere questo compito. Secondo gli autori dello studio, pubblicato su Plos One, quando si considerano le statistiche sull’accesso sicuro all’acqua, occorre considerare anche il tempo necessario per l’approvvigionamento. Nei programmi di sviluppo questo aspetto viene spesso trascurato, insieme ai rischi fisici che comporta, come quelli legati agli incidenti sulle strade e alle aggressioni.

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