Volete conoscere in anteprima i risultati del primo turno delle presidenziali francesi di domenica 22? Lasciate perdere i mezzi d’informazione d’Oltralpe.
Il 20 aprile a mezzanotte si è conclusa ufficialmente la campagna elettorale per il primo turno delle presidenziali francesi. Da quel momento e fino alla chiusura degli ultimi seggi in Francia metropolitana, alle 20.00 di domenica 22, è vietata la pubblicazione di qualsiasi sondaggio, proiezione o exit poll. In Francia. Perché all’estero, per il momento, nulla lo impedisce.
Per far fronte a questo problema le autorità francesi sono corse ai ripari. Prima, ricordando che la legge prevede multe molto salate (fino a 75mila euro) per chi viola l’embargo; poi ottenendo dai principali istituti di sondaggi (BVA, CSA, Harris interactive, Ifop, Ipsos, LH2, OpinionWay, TNS Sofres et Via-voice) l’impegno a non compiere exit poll il 22 aprile. La maggior parte di essi aveva comunque intenzione di non farli, “sostenendo che costano molto troppo”, spiega Libération.
La misura sembra aver dato i suoi frutti, almeno per quanto riguarda le radio e le televisioni, che si sono impegnate a tenere segrete le proiezioni degli istituti di sondaggio con i quali lavorano. Per la stampa le cose sono un po’ più complicate: Libération ha annunciato sin d’ora che potrebbe pubblicare in anteprima delle proiezioni “se lo scarto è netto e le fonti affidabili”, mentre la maggior parte dei blogger e degli altri giornali non ha ancora preso posizione.
La Procura di Parigi ha per parte sua messo in piedi un’unità speciale di una decina di persone che sorveglieranno i social network alla ricerca di eventuali contravventori e ha annunciato che “agirà immediatamente” contro di loro.
E fin qui la Francia. Ma la legge francese non si applica ai mezzi d’informazione basati all’estero di pubblicare le proiezioni anzitempo. A condizione però che quelle proiezioni le abbiano. Le Monde spiega che gli istituti “si sono anche impegnati a non comunicare ai mezzi d’informazione stranieri che hanno annunciato che intendono violare la legge francese le proiezioni fatte prima delle 20.00 [di solito intorno alle 18.45] grazie ai dati dei seggi campione”.
Puntando a ripetere il successo ottenuto nelle presidenziali precedenti del 2007 (i loro siti erano rimasti inaccessibil a causa della troppa affluenza), “i mezzi d’informazione belgi e svizzeri avevano infatti fatto sapere che avrebbero trasmesso i risultati prima dell’ora canonica”, ricorda Le Monde. “La RTBF, radiotelevisione belga francofona, ha addirittura programmato una trasmissione sulle presidenziali francesi sin dalle 18.30”.
Conviene quindi ripiegare su questi, o, ancora meglio, seguire su twitter i giornalisti che hanno accesso ai famosi sondaggi degli “RG” (i Renseignements généraux, la polizia) e i giornalisti stranieri, che non si faranno troppi problemi a divulgare dei risultati se li hanno. Occhio però, che gireranno un sacco di bufale e di voci. Meglio affidarsi ai tweet che linkano a una fonte sicura. E magari che, per eludere la legge, usano metafore calcistiche o gastronomiche per indicare i candidati. Gli hashtag da cercare sono #Elysee, #IciLondres, #Presidentielle ed #Elysee2012. Il blogger Erwann Gaucher ha per parte sua pubblicato una Guida pratica per il giornalista online una domenica di elezioni presidenziali.
E per i mezzi d’informazione francesi, sarà un bel dilemma, aggiunge Le Monde: “tacere, vuol dire far pazientare il proprio pubblico, che potrebbe a quel punto andare a vedere all’estero per conto proprio. Parlare, vuol dire rischiare una condanna”.
Comunque vada, conclude il giornale, “anche se un mezzo d’informazione dovesse violare l’embargo o se diversi privati cittadini dovessero diffondere su Twitter o su Facebook un risultato, il voto non sarebbe in pericolo”.
Gian-Paolo Accardo è condirettore di Presseurop.
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it