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Giovanni Ansaldo

Il successo di Reddit e l’ironia di Danny Boyle

  • 9 marzo 2013
  • 20.19

“Quanti di voi usano Reddit?”, chiede Farhad Manjoo alla platea che è venuta per seguire il suo intervento all’Hotel Sheraton di Austin, quando qui era ancora l’8 marzo. E praticamente tutti alzano la mano, segno che questo sito di social news è ormai uno dei più popolari negli Stati Uniti. Mentre in Italia è ancora una cosa per pochi eletti.

Reddit, per spiegarlo in poche parole, è un portale che permette di condividere link, opinioni e notizie sul web. E dà spazio ai commenti degli utenti, severamente controllati da un gruppo di moderatori molto influenti, considerati dei “guru” dagli utenti del sito.

Negli Stati Uniti Reddit è diventato un grande esperimento di democrazia online. Non senza qualche contraddizione, come hanno spiegato durante la conferenza Farhad Manjoo, giornalista di Slate, Adrian Chen di Gawker Media, il reporter che ha smascherato il famoso troll Violentacrez, il e la blogger Rebecca Watson.

Passando alla sezione Film, e al 9 marzo che qui non è cominciato da molto, non si può non parlare dell’incontro tra il regista Danny Boyle e il giornalista del New York Times David Carr.

Il regista di Slumdog millionaire ha dimostrato grande ironia, ripercorrendo la sua carriera dagli inizi, con il film a basso costo Piccoli omicidi tra amici. E spiegando la sua idea di cinema e il suo modo di interagire con gli attori. Boyle ha anche mostrato una scena inedita del suo nuovo film, Trance, che avrà per protagonisti James McAvoy, Vincent Cassel e Rosario Dawson.

Tolto Trainspotting (uno dei miei cult movie adolescenziali), non sono un fan del cinema di Boyle. Ma devo ammettere che il dialogo con Carr è stato interessante. Carr è un grande cerimoniere, sempre ironico e pungente, come dimostra l’introduzione della conferenza. Mi scuso per l’audio basso e la qualità così così del video, ma è giusto per dare un’idea.

Oggi pomeriggio toccherà ad Al Gore, e al resto dell’elefantiaco e ricchissimo programma, che ogni giorno di più si conferma impossibile da seguire per intero. Bisogna scegliere, spesso a malincuore. Meno male che c’è l’app del SXSW per gli smartphone, che secondo me meriterebbe un premio per l’usabilità e la grafica. Dieci e lode.

Piccola nota di colore: ieri sera ho girato il centro di Austin e attraversato 6th street, la via dei locali. Una schiera di pub si fanno la guerra a suon di musica dal vivo, dal country al metal. Non tutti i gruppi che ho origliato erano indimenticabili, ma l’atmosfera è elettrizzante. E gli hot dog che vengono serviti per strada sono tanto buoni quanto piccanti.

A proposito di musica, mi gira la testa solo a pensare al programma del South by southwest della settimana prossima. Un po’ di dono dell’ubiquità, se l’avete a portata di mano, mi farebbe molto comodo.

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Gli articoli di Sharif Abdel Kouddous, Amira Hass, Elias Khoury e Nicola Perugini.

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