Il 5 per cento delle terre africane è stato venduto o ceduto in leasing. Lo rivela il più ampio database degli accordi commerciali stretti dal 2000 e messo online da una rete internazionale di organizzazioni non governative.
Alcune organizzazioni non governative lanciano l’allarme: il rischio di una grave crisi umanitaria nel Sahel non è passato. Se non saranno versati i fondi promessi, milioni di persone rischiano di morire di fame.
Secondo i geologi dell’università di Londra, proprio la parte più desertica del continente, il Nordafrica, possiede delle falde acquifere ricchissime.
Negli ultimi trent’anni è triplicato il numero di africani che fa parte della classe media: persone che guadagnano fino a venti dollari al giorno e quindi possono permettersi beni come cellulari o televisori. Un esempio sono i centri commerciali di Nairobi.
Per i giornalisti africani che vogliono denunciare la corruzione, l’appropriazione indebita di fondi pubblici o le attività illegali degli investitori stranieri il lavoro è sempre più difficile. In parte è colpa della Cina, scrive Mohamed Keita, del Committee to protect journalists.
Grazie agli hedge fund, le università statunitensi investono sui terreni coltivabili in Africa. I guadagni, fino al 25 per cento del capitale investito, sono particolarmente allettanti in tempi di crisi. Ma si sono già levate molte voci contro questo nuovo tipo di sfruttamento.
Il 20 marzo si inaugura a Milano la mostra fotografica Good morning Africa, realizzata dalla rivista Africa per celebrare i suoi novant’anni. L’esposizione raccoglie quaranta immagini scattate dal Cairo a Città del Capo da reporter [...]
Leila Ben Ali, Safia Gheddafi, Suzanne Mubarak: uno speciale dedicato alle ex first ladies del continente.
Mali, Mauritania, Nigeria: il campo d’azione dei terroristi si è spostato sotto il Sahara.
Un’inchiesta dell’Atlantic su come Dikembe Mutombo, star dell’Nba, e i suoi soci in affari sono rimasti truffati in un commercio di oro dalla Repubblica Democratica del Congo.
Diciotto anni dopo il genocidio in Ruanda, in cui morirono più di 800mila persone in cento giorni, il paese vuole diventare una meta turistica. Nella capitale Kigali apriranno due alberghi di lusso.
Piogge particolarmente scarse e aiuti internazionali sempre più striminziti rendono molto difficile combattere la malnutrizione che riguarda più di un milione di persone nella regione del Sahel.
Perché la blogger Ory Okolloh ama il calcio? Il nuovo sito 3Bute lo racconta con un fumetto interattivo.
Youssou N’dour potrebbe candidarsi alle prossime presidenziali in Senegal. E i suoi colleghi?
Negozi pieni di merci, strade affollate di possibili acquirenti, commessi in affanno da superlavoro: non è la scena di una capitale europea. Siamo a Onitsha, in Nigeria.
Al posto dei gris-gris africani, gli occidentali ricorrono a talismani, amuleti, oroscopi, spiritismo, satanismo. La civiltà europea è più ricca di superstizioni di quella africana.
E se la crisi del debito in Europa fosse una buona notizia per l’Africa? Cinquant’anni dopo l’era delle indipendenze, il continente africano ha l’opportunità di riorientare i suoi legami commerciali verso le nuove potenze emergenti.
Per gli africani è più facile avere accesso a un cellulare che all’acqua potabile. Per questo i telefonini possono essere il traino della svolta tecnologica del continente, un rivoluzione fatta a colpi di Nokia e di sms.
Una casa di Duduza, in Sudafrica, distrutta da una tempesta. (Afp)
Olujide Adebayo-Begun, Catherine Anyango, A. Igoni Barrett, Billy Kahora, Iheoma Nwachukwu, Yvonne A. Owuor, Paul Sika, Binyavanga Wainaina ne discutono con Igiaba Scego. In inglese con traduzione simultanea.
Come fanno i brasiliani ad avere un’economia in crescita, il debito sotto controllo e la disoccupazione in calo?