NUOVE NOTIZIE

NOTIZIE
NUOVE NOTIZIE

Amnesty International


  • 30 Set 2016 18.34

La Kabul delle donne

Horia Mosadiq al Festival, “molte cose sono cambiate ma la donna è considerata ancora essere debole” Leggi

  • 19 Gen 2016 12.46
Le principali aziende tecnologiche mondiali accusate di sfruttare il lavoro minorile. Secondo un’indagine di Amnesty international, nella Repubblica Democratica del Congo il cobalto usato per fabbricare le batterie degli smartphone e di altri prodotti viene estratto da bambini che lavorano in condizioni precarie. Tra le aziende coinvolte ci sono la Apple, la Sony e la Samsung.
pubblicità
  • 03 Ago 2015 15.00

La polizia brasiliana colpevole di più di 1.500 omicidi, secondo Amnesty

La polizia brasiliana è stata responsabile di più di 1.500 omicidi negli ultimi cinque anni a Rio de Janeiro. Lo sostiene l’organizzazione Amnesty International.

In un rapporto pubblicato oggi, a un anno dalle Olimpiadi, Amnesty ha accusato le forze dell’ordine brasiliane di numerose uccisioni illegali (il 16 per cento degli omicidi negli ultimi cinque anni nella città sarebbe stato compiuto da poliziotti), sparando a persone che si erano già arrese o erano ferite. Nel 2012 le vittime sono state soprattutto neri (77 per cento) e giovani tra i 15 e 29 anni (50 per cento).

Su queste uccisioni inoltre, aggiunge Amnesty, raramente sono state aperte delle inchieste. L’ufficio del procuratore di Rio de Janeiro ha negato queste accuse, dicendo che tra il 2010 e il 2015 sono stati processati 587 poliziotti per le violenze commesse.

  • 15 Giu 2015 16.51

Il rapporto di Amnesty sui profughi

Il rapporto di Amnesty sui rifugiati in quattro punti

Amnesty international ha pubblicato un rapporto sulle condizioni dei migranti nel mondo. Secondo Amnesty, nel mondo è in corso la peggiore crisi dei rifugiati dalla seconda guerra mondiale. Ecco quattro punti chiave del documento. Leggi

  • 15 Giu 2015 13.17

Il rapporto di Amnesty sui profughi

Amnesty international ha denunciato la peggiore crisi di profughi dalla seconda guerra mondiale

Quella in corso è la peggiore crisi di profughi dalla seconda guerra mondiale. Lo denuncia Amnesty international, in vista della giornata mondiale del rifugiato. L’emergenza riguarda un milione di profughi tra Siria, sudest asiatico, Africa subsahariana e Mediterraneo. Leggi

pubblicità
  • 04 Giu 2015 14.45

L’esercito nigeriano ha ucciso ottomila persone, secondo Amnesty international

In un rapporto diffuso mercoledì 3 giugno, l’organizzazione umanitaria documenta i “crimini di guerra” commessi dalle truppe regolari nel corso del conflitto con il gruppo jihadista Boko haram. Le forze armate respingono le accuse. Leggi

  • 01 Giu 2015 14.32

Hamas nei panni del carnefice

Mi trovo in un hotel di lusso a Lugano, dove mi hanno invitato per una conferenza, ed è evidente che né io né il cameriere siamo a nostro agio. Leggi

  • 27 Mag 2015 11.47

Amnesty international accusa Hamas di violazione dei diritti umani a Gaza

Hamas ha ucciso 23 palestinesi dopo processi sommari a Gaza

Un palestinese detenuto da militanti di Hamas prima di essere ucciso in un’esecuzione pubblica il 22 agosto 2014. L’uomo era accusato di aver collaborato con Israele.

Hamas, l’organizzazione politica e militare che governa la Striscia di Gaza, è stata accusata da Amnesty international di aver usato la guerra con Israele a Gaza, tra l’8 luglio e il 26 agosto 2014, per coprire le esecuzioni extragiudiziali contro gli oppositori politici, accusati di essere “collaboratori di Israele”.

Secondo il rapporto dell’organizzazione, impegnata nella difesa dei diritti umani, almeno 23 palestinesi sono stati uccisi dopo processi sommari per spionaggio. Altri sono stati arrestati, sequestrati e torturati, tra loro anche esponenti di Al Fatah, il partito rivale di Hamas.

Hamas ha giustificato le esecuzioni dicendo che si trattava di “collaboratori di Israele”, ma secondo Amnesty international 16 persone che sono state uccise erano già in carcere o stavano già subendo processi per altri reati. La pena di morte è in vigore nei territori amministrati dall’Autorità nazionale palestinese, ed è prevista nei casi di omicidio, stupro, sovversione e presunta collaborazione con le autorità israeliane.

Il 22 agosto del 2014 Hamas ha dichiarato di aver ucciso 19 persone in esecuzioni pubbliche, con l’accusa di collaborazionismo. Sette persone sono state uccise in una piazza di Gaza, davanti a una moschea. Altre undici sono state uccise in un commissariato, tra loro due donne. Si è trattato del più alto numero di presunti informatori uccisi in un singolo giorno da quando Hamas ha preso il controllo della Striscia di Gaza nel 2007. Hamas ha spiegato che le esecuzioni sono state la risposta ai raid aerei israeliani che nei giorni precedenti hanno ucciso tre importanti leader delle brigate Al Qassam, l’ala militare di Hamas.

“È scioccante che Hamas abbia approfittato della situazione di guerra per eseguire una serie di omicidi illegali e altri omicidi di massa”, ha detto Philip Luther, il responsabile di Amnesty international in Medio Oriente e Nordafrica.

Amnesty international ha condotto la sua inchiesta grazie a dei collaboratori locali, perché le autorità israeliane gli hanno impedito di entrare nella Striscia di Gaza. L’organizzazione ha chiesto alle autorità palestinesi di aprire un’inchiesta indipendente su questi fatti.

  • 22 Mag 2015 17.27

A riga il vertice europeo sul partenariato orientale

In Ucraina sia l’esercito sia i filorussi hanno torturato i prigionieri

Un ribelle filorusso a Donetsk, nell’est dell’Ucraina, il 26 febbraio del 2015.

Un rapporto di Amnesty international denuncia l’uso sistematico di tortura e il ricorso a esecuzioni sommarie sia da parte dell’esercito ucraino sia da parte dei ribelli filorussi nell’est del paese.

Nel rapporto Breaking bodies: torture and summary killings in eastern Ukraine Amnesty international ha raccolto prove e testimonianze sulla diffusione della tortura e degli abusi nei confronti dei prigionieri in entrambi gli schieramenti. L’ong ha intervistato 33 ex detenuti, arrestati tra il luglio del 2014 e l’aprile del 2015. Tra gli intervistati: 17 sono stati arrestati dai separatisti e 16 dall’esercito ucraino.

Gli ex prigionieri hanno raccontato di essere stati picchiati fino a provocare la rottura delle ossa, torturati con l’elettroshock, presi a calci, deprivati dal sonno, minacciati di morte, spesso gli sono state negate le cure mediche essenziali.

Amnesty international ha denunciato anche tre diversi episodi di esecuzioni sommarie, da parte dei separatisti ai danni di otto soldati ucraini. Questa denuncia è basata sulla raccolta di dati negli ospedali, su testimonianze oculari e sui rapporti prodotti dai mezzi d’informazione. In un’intervista con un giornalista, un separatista ha ammesso apertamente di aver partecipato a un’esecuzione sommaria, un’azione considerata un crimine di guerra.

  • 22 Mag 2015 13.05

Dall’Europa al Messico, perché è impossibile chiudere le frontiere

Le gang, i migranti, il narcotraffico, la violenza, la corruzione della polizia, il traffico di essere umani. La situazione al confine tra Messico e Stati Uniti raccontata dal giornalista salvadoregno Óscar Martínez. Leggi

pubblicità
  • 11 Mag 2015 12.32

la nuova strategia europea sull’immigrazione

Amnesty denuncia le atrocità subite dai migranti in transito in Libia

In Libia, paese di transito tra Africa sub-sahariana ed Europa, migranti e profughi subiscono abusi, violenze e torture. A denunciare la situazione sempre più allarmante è un nuovo rapporto di Amnesty international che descrive la sistematica umiliazione, persecuzione religiosa e altri abusi da parte di gruppi armati criminali e dai trafficanti nel paese nordafricano. Leggi

  • 27 Apr 2015 11.52

Eseguite otto condanne a morte in Indonesia

Amnesty contro la pena di morte

Un’installazione riproduce la scritta “Keep hope alive” durante una veglia organizzata da Amnesty international a Sydney, in Australia, per bloccare la condanna a morte di due trafficanti di droga australiani detenuti in Indonesia. Secondo Amnesty, il processo non si è svolto in maniera regolare.
  • 24 Apr 2015 18.04

La riunione del Consiglio europeo sull’emergenza umanitaria nel Mediterraneo

Distruggere i barconi è un atto di guerra: le proteste contro il piano dell’Unione europea

Le decisioni prese dai leader europei nel vertice straordinario sull’immigrazione lasciano perplessi molti e hanno scatenato polemiche: i dubbi e le proposte di agenzie umanitarie, ong e istituzioni religiose. Leggi

  • 23 Apr 2015 15.19

I bambini rom vittime di razzismo nella Repubblica Ceca


Amnesty international ha accusato la Repubblica Ceca di “razzismo” e di discriminazioni nei confronti dei minori rom. In un rapporto pubblicato giovedì l’organizzazione non governativa afferma che i bambini rom sono vittime di discriminazioni quotidiane e di segregazione nelle scuole, a causa dell’incapacità di lunga data del governo ceco “di affrontare e combattere i pregiudizi, profondamente radicati nel sistema educativo del paese”. I bambini rom infatti spesso frequentano classi e istituti separati da quelli frequentati dagli altri bambini. “Amnesty international ha rilevato che i bambini rom sono abitualmente inseriti in scuole per allievi con ‘lievi disabilità mentali’ con ridotte possibilità di apprendimento”.

Circa un terzo degli alunni in queste cosiddette scuole pratiche sono rom, nonostante la comunità rom rappresenti meno del 3 per cento della popolazione della Repubblica Ceca. La Repubblica Ceca fa parte dell’Unione europea dal 2004, nel paese vivono tra i 250mila e i 300mila rom, su una popolazione di 10,5 milioni di abitanti. “Sono anni che il governo ceco non affronta questo problema in modo appropriato e ciò non solo viola le leggi comunitarie e il diritto internazionale dei diritti umani, ma limita le opportunità di vita di decine di migliaia di cittadini cechi. Chiamiamolo con il suo vero nome: è razzismo, puro e semplice”, afferma Amnesty.

  • 14 Apr 2015 13.19

Nigeria, un anno fa Boko haram ha sequestrato duecento studentesse

Amnesty international: il regno del terrore di Boko haram in Nigeria

Almeno duemila donne e ragazze sono state rapite dai miliziani di Boko haram dall’inizio del 2014 e molte di loro sono state ridotte in schiavitù sessuale e addestrate a combattere. Lo denuncia un rapporto di Amnesty international, pubblicato in occasione dell’anniversario del rapimento di più di 200 studentesse della scuola di Chibok, nel nordest del paese.

Basato su quasi duecento testimonianze, tra cui quelle di 28 donne e bambine riuscite a fuggire ai loro sequestratori, il rapporto di 90 pagine intitolato “Il regno del terrore di Boko haram”, denuncia diversi crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi dal gruppo armato a partire dal 2014, tra cui l’uccisione di almeno 5.500 civili nel nord-est della Nigeria. Il rapporto rivela che i miliziani di Boko haram arruolano a forza e uccidono sistematicamente uomini e bambini, rapiscono, imprigionano e in alcuni casi stuprano donne e bambine, le costringono a sposarsi o a partecipare alle azioni armate, a volte contro i loro villaggi e le loro città.

“Uomini e donne, bambini e bambine, cristiani e musulmani, sono stati uccisi, sequestrati e brutalizzati sotto il regno del terrore di Boko haram, che ha investito milioni di persone. I recenti successi militari possono anche essere l’inizio della fine per il gruppo armato, ma c’è ancora tantissimo da fare per proteggere i civili, risolvere la crisi umanitaria e rimarginare le ferite”, ha detto Salil Shetty, segretario generale di Amnesty international.

pubblicità
  • 01 Apr 2015 10.17

Nel 2014 sono aumentate le condanne a morte nel mondo

Secondo Amnesty international nel 2014 le condanne a morte sono aumentate del 28 per cento rispetto al 2013. Nel suo rapporto annuale pubblicato oggi l’organizzazione spiega che l’aumento è dovuto soprattutto a paesi come Egitto e Nigeria, dove l’instabilità politica e il conflitto interno hanno portato i governi a usare la pena di morte per contrastare la criminalità. I dati del rapporto. Leggi

  • 25 Feb 2015 09.36

rapporto amnesty 2015

Il rapporto di Amnesty sui diritti umani in cifre

Amnesty international ha pubblicato il suo rapporto annuale sullo stato dei diritti umani nel mondo. Ecco le cifre principali contenute nel documento.

  • 160: i paesi nei quali Amnesty international ha svolto ricerca o ricevuto informazioni da fonti credibili su violazioni dei diritti umani nel corso del 2014.
  • 18: i paesi nei quali sono stati commessi crimini di guerra o altre violazioni delle leggi di guerra.
  • Almeno 35: i paesi nei quali gruppi armati hanno commesso abusi, oltre il 20 per cento dei paesi esaminati.
  • Oltre 3.400: il numero dei rifugiati e dei migranti annegati nel mar Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere l’Europa.
  • 4 milioni: il numero dei rifugiati fuggiti dal conflitto della Siria, il 95 per cento dei quali ospitati nei paesi confinanti.
  • 119: i paesi nei quali i governi hanno arbitrariamente limitato la libertà d’espressione, tre su quattro dei paesi esaminati da Amnesty.
  • 62: i paesi i cui governi hanno messo in carcere prigionieri di coscienza, cioè le persone che avevano solamente esercitato i loro diritti e le loro libertà. Si tratta di più di un terzo dei paesi esaminati.
  • 93: i paesi nei quali si sono svolti processi iniqui, il 58 per cento dei paesi esaminati.
  • 131: i paesi nei quali ci sono stati maltrattamenti e torture, l’82 per cento dei paesi esaminati.
  • 28: i paesi che vietano completamente l’aborto, anche in caso di stupro e quando è a rischio la salute o la vita della donna (fonte: Centro per i diritti riproduttivi).
  • 78: i paesi in cui sono in vigore leggi usate per criminalizzare le relazioni sessuali consensuali tra adulti del medesimo sesso (fonte: International lesbian, gay, bisexual, trans and intersex association).

Amnesty international

  • 25 Feb 2015 08.49

rapporto amnesty 2015

Amnesty international: “Il 2014 un anno devastante per i diritti umani”

Oggi Amnesty international ha pubblicato il suo rapporto annuale sullo stato dei diritti umani nel mondo. “Questo è stato un anno devastante per chi difende i diritti umani e per chi soffre nelle zone di guerra”, ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty international. Ecco i punti principali del documento. Leggi

  • 25 Feb 2015 08.20

rapporto amnesty 2015

Amnesty accusa l’Onu di aver fallito nella protezione dei civili

Nel rapporto annuale di Amnesty international sulla situazione dei diritti umani in 160 paesi del mondo, l’organizzazione accusa le Nazioni Unite di aver fallito nella protezione dei civili che fuggono da violenze e conflitti. E chiede ai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu di rinunciare al potere di veto in situazioni di “atrocità di massa”.

Amnesty international scrive che i paesi ricchi sono colpevoli di un atteggiamento “ripugnante” nei confronti di milioni di rifugiati, a cui è stata negata l’assistenza: dei quattro milioni di persone in fuga dal conflitto in Siria, il 95 per cento è stato accolto da paesi vicini.

Il 2014 è stato un anno catastrofico per le vittime di violenze, e i leader mondiali “devono agire immediatamente per cambiare la natura dei conflitti armati” facendo rispettare il diritto internazionale umanitario.

In un comunicato stampa, Salil Shetty, segretario generale dell’organizzazione, ha dichiarato che il Consiglio delle Nazioni Unite ha “miseramente fallito” nella protezione dei civili. I paesi hanno usato il veto “per promuovere i loro interessi politici e geopolitici” invece di proteggere i cittadini. Amnesty propone la rinuncia al diritto di veto da parte del Consiglio di sicurezza, una soluzione che potrebbe lasciare più libertà di azione all’Onu in situazioni come quelle del conflitto in Siria: l’Onu potrebbe esercitare il diritto di portare in giudizio il presidente siriano Bashar Al Assad davanti alla corte penale internazionale per i crimini commessi contro i civili nel suo paese. Bbc

  • 13 Nov 2014 13.16

La Shell ha ammesso di aver dichiarato il falso su due perdite di petrolio in Nigeria

Alcuni documenti processuali rivelati da Amnesty international denunciano che la compagnia petrolifera anglolandese Shell ha fatto ripetutamente affermazioni false riguardo la dimensione e l’impatto di due grandi fuoriuscite di petrolio avvenute a Bodo, nel sudest della Nigeria, nel novembre 2008.

In base ai documenti, la Shell sapeva da anni che i suoi impianti nel delta del fiume Niger erano obsoleti e difettosi. La compagnia ha ammesso che i dati sui danni provocati dalle due fuoriuscite erano stati falsificati.

Un’indagine interna condotta dalla Shell dopo il primo incidente a Bodo aveva assicurato che i barili di petrolio dispersi nell’ambiente erano 1.640. Una successiva valutazione indipendente, invece, ha dimostrato che erano più di centomila.

Secondo Amnesty international, l’obiettivo della Shell è di ridurre al minimo i risarcimenti che potrebbe essere costretta a pagare in seguito al processo che comincerà a maggio a Londra. La causa contro la compagnia è stata intentata da 15mila pescatori della zona di Bodo, i cui mezzi di sostentamento sono stati distrutti dalle fuoriuscite di petrolio. Amnesty international, The Guardian

pubblicità