Ankara

Il gruppo curdo Tak rivendica l’attentato del 13 marzo ad Ankara.
Il gruppo curdo Tak rivendica l’attentato del 13 marzo ad Ankara. I Falconi del Kurdistan (Tak) hanno dichiarato che l’attacco nel quale sono morte 37 persone è stata una vendetta per l’offensiva dell’esercito nelle zone a maggioranza curda nel sudest del paese. I componenti del gruppo Tak erano usciti dal Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) perché contrari a negoziare con Ankara.
La Turchia bombarda il Pkk in Iraq dopo l’attentato ad Ankara.
La Turchia bombarda il Pkk in Iraq dopo l’attentato ad Ankara. Sono stati colpiti 18 obiettivi nelle zone di Qandil e Gara. L’attentato di ieri nella capitale turca, causato da un’autobomba nei pressi di Güvenpark, ha provocato 37 morti e più di cento feriti. Il governo turco ha dichiarato che uno dei due attentatori era una militante del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), anche se finora non è arrivata alcuna rivendicazione. Sono in corso operazioni contro il Pkk anche nelle città a maggioranza curda di Yuksekova e Nusaybin, nel sudest della Turchia.
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Sono 37 i morti causati dall’attentato ad Ankara.
Sono 37 i morti causati dall’attentato ad Ankara. Ieri un’autobomba è esplosa nel centro della capitale turca, nei pressi di Güvenpark. Il ministero dell’interno ha diffuso stamattina il nuovo bilancio dei morti, tra i quali ci sarebbero i due attentatori. I feriti sono almeno 125. Nessun gruppo ha ancora rivendicato l’attacco, ma il governo ha dichiarato che uno dei due aggressori era una militante del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). In risposta all’attentato, stamattina l’aviazione turca ha bombardato gli accampamenti del Pkk nel nord dell’Iraq.
Cosa sappiamo degli attentati in Turchia

Nelle ultime 24 ore in Turchia ci sono stati due attentati, che in totale hanno causato più di trenta morti. Il primo è avvenuto nella capitale Ankara, il secondo nel sudest del paese. Ecco cosa sappiamo finora dei due attacchi. Leggi

Autobomba nel centro di Ankara, in Turchia, 28 morti e 61 feriti.
Autobomba nel centro di Ankara, in Turchia, 28 morti e 61 feriti. Un’esplosione nel centro della capitale turca, a trecento metri dal parlamento, ha colpito un convoglio militare composto da tre autobus. Il Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp) del presidente Recep Tayyip Erdoğan ha dichiarato che si è trattato di un “atto di terrorismo”. E il premier Ahmet Davutoğlu ha annullato un viaggio a Bruxelles.
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Cosa sappiamo finora degli arresti per terrorismo in Turchia

La polizia turca ha arrestato due persone sospettate di far parte del gruppo Stato islamico, che secondo gli inquirenti pianificavano degli attentati ad Ankara la notte di capodanno. Ecco cosa sappiamo finora della vicenda. Leggi

La polizia turca arresta due persone per dei tweet sull’attentato ad Ankara
La polizia turca arresta due persone per dei tweet sull’attentato ad Ankara. I due sospettati avevano ipotizzato l’esplosione di una bomba su Twitter qualche ora prima dell’attacco. Secondo il governo avevano legami con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). Nell’attacco del 10 ottobre sono morte almeno 97 persone, in maggioranza curde. Stamattina sono stati licenziati tre dirigenti della polizia di Ankara.
Erdoğan ha voluto la guerra ma la perderà

Chi sono i responsabili dell’attentato del 10 ottobre ad Ankara? Il primo ministro turco Ahmet Davutoğlu ha indicato tre sospetti: il Partito dei lavoratori del Kurdistan, dei non meglio precisati “estremisti di sinistra” o il gruppo Stato islamico. Selahattin Demirtaş, leader del Partito democratico dei popoli filocurdo che aveva organizzato la manifestazione di Ankara, ha proposto una quarta alternativa: qualcuno che cerca di fare gli interessi del presidente Recep Tayyip Erdoğan. Leggi

Vogliamo un responsabile per l’attentato di Ankara

Mentre mi preparavo a scrivere un comunicato stampa per conto della mia organizzazione, la Human rights agenda association, per protestare contro l’arresto del direttore del quotidiano Today’s Zaman, Bülent Keneş, ho saputo dell’attentato alla stazione, qui ad Ankara. Sono subito uscito di casa per vedere con i miei occhi il luogo dell’esplosione: la scena era terribile. Leggi

Bombe contro la pace in Turchia

Sono in corso in Turchia i primi funerali delle vittime dell’attentato avvenuto il 10 ottobre ad Ankara. Il giorno prima migliaia di persone avevano risposto all’appello di sindacati, forze di sinistra e organizzazioni filocurde e si erano riunite nella capitale turca per rendere omaggio alle vittime. L’attentato ha colpito una manifestazione che chiedeva la fine delle ostilità tre le forze turche e i ribelli del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) nel sudest del paese. Leggi

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A che punto sono le indagini sull’attentato di Ankara

È il gruppo Stato islamico il principale indiziato per il doppio attentato suicida avvenuto il 10 ottobre alla partenza di un corteo pacifista ad Ankara, in Turchia. Lo ha riferito il primo ministro turco Ahmet Davutoğlu, confermando che le due esplosioni sono state provocate da altrettanti attentatori suicidi e che gli inquirenti stanno per terminare l’esame del dna. Leggi

Migliaia di persone in piazza ad Ankara chiedono le dimissioni del governo
Migliaia di persone in piazza ad Ankara chiedono le dimissioni del governo. Dopo l’attentato in cui sono morte 95 persone il 10 ottobre, i partiti dell’opposizione chiedono che i responsabili politici si dimettano per non aver garantito la sicurezza durante il corteo per la pace che avrebbe dovuto svolgersi ad Ankara e che è stato interrotto da due esplosioni, probabilmente innescate da due attentatori suicidi.
L’attentato di Ankara getta un’ombra sulle prossime elezioni in Turchia

L’attentato di Ankara contro i filocurdi del Partito democratico dei popoli (Hdp) è solo l’ultimo attacco contro l’Hdp, delegittimato ed estromesso dal dibattito politico. E sembra far parte di una sorta di strategia della tensione in vista delle elezioni del 1 novembre.  Leggi

L’attentato più cruento della storia della Turchia

Almeno 86 persone sono state uccise e 186 sono state ferite il 10 ottobre ad Ankara, in Turchia, nel più grave attentato della storia del paese. Due esplosioni sono state innescate alla stazione ferroviaria della capitale turca, mentre decine di attivisti si radunavano per partecipare a una marcia per la pace. Leggi

Attentato ad Ankara, in Turchia, almeno trenta morti
Attentato ad Ankara, in Turchia, almeno trenta morti. Secondo il ministro dell’interno, due esplosioni hanno provocato almeno trenta morti e 126 feriti. Le esplosioni sono avvenute vicino alla stazione ferroviaria della città, mentre decine di attivisti si radunavano per partecipare a una marcia per la pace convocata da diverse organizzazioni sociali, sindacati e partiti tra cui i filocurdi del Partito democratico dei popoli (Hdp). Per il governo si tratta di un attacco terroristico e almeno una delle due esplosioni potrebbe essere stata innescata da un attentatore suicida. Intanto i ribelli curdi del Pkk annunciano un cessate il fuoco in vista delle elezioni del 1 novembre.
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Un video mostra il momento dell’esplosione ad Ankara

Un video postato sui social network e ripreso da tutti i principali giornali del mondo mostra il momento dell’esplosione di un ordigno alla stazione di Ankara, in Turchia, dove gli attivisti si stavano radunando per partecipare a una manifestazione per la pace. Il governo ha dichiarato che si tratta di un attentato terroristico e dietro l’esplosione ci potrebbe essere un attentatore suicida.

Esplosioni in Turchia, almeno trenta morti

C’è stata una doppia esplosione ad Ankara, in Turchia, vicino alla stazione ferroviaria dove si stavano radunando decine di attivisti per partecipare a una manifestazione convocata da sindacati, organizzazioni sociali e partiti dell’opposizione tra cui i filocurdi del Partito democratico dei popoli (Hdp) per chiedere al governo la pace con il Pkk. Leggi

Scontri in Turchia durante le manifestazioni per Berkin Elvan

Scontri tra polizia e manifestanti ad Ankara, in Turchia, nell’anniversario della morte di Berkin Elvan, un ragazzo di 15 anni colpito nelle proteste antigovernative del 2013 e morto l’11 marzo del 2014 in ospedale. Il video della Reuters. Leggi

Contro Erdoğan

Il 12 marzo a Istanbul decine di migliaia di persone hanno partecipato al funerale di Berkin Elvan, un quindicenne che era rimasto in coma 269 giorni dopo essere stato ferito alla testa nel giugno del 2013 da una cartuccia di gas lacrimogeno lanciata dalla polizia durante una manifestazione contro il governo. Leggi

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