Alessandro Lubello

Lavora a Internazionale ed è l’editor di economia. Su Twitter: @lubellosan

Alessandro Lubello
Le banche ombra gestiscono metà della finanza mondiale 

Alla fine del 2015, ben 149mila miliardi di dollari – pari a circa il 46 per cento delle attività finanziarie globali – erano gestiti da banche ombra. Leggi

La strategia di Mario Draghi non piace alle banche

Il presidente della Banca centrale europea continua a tenere fede alla famosa promessa del luglio del 2012, cioè “fare tutto il possibile per salvare l’euro”. Il 10 marzo il presidente della Banca centrale europea ha presentato delle misure di politica monetaria decisamente più incisive rispetto a quelle annunciate in precedenza e soprattutto decisamente più orientate all’economia reale che ai mercati finanziari. Leggi

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La paura gonfia la crisi delle borse asiatiche

L’inizio del 2016 non è stato affatto felice per le borse. Questa settimana una delle più colpite è stata quella di Tokyo. Ma le cose vanno male anche negli Stati Uniti, dove molti temono che la ripresa sia già a rischio, e in Europa, dove destano forti preoccupazioni le banche. Leggi

Caos inarrestabile in Cina

Il 2016 si è aperto con forti turbolenze nelle borse mondiali e l’epicentro è stato di nuovo la Cina. Più volte in passato è stata vantata l’efficienza dei regimi autoritari. Ma la crisi attuale, dimostra che spesso i governanti di questi paesi hanno serie difficoltà a gestire i problemi. Leggi

Cosa succede dopo la decisione della Federal reserve di alzare i tassi d’interesse

Il 16 dicembre Janet Yellen, presidente della Federal reserve, la banca centrale statunitense, ha annunciato il rialzo del principale tasso di riferimento dell’istituto dallo 0,25 allo 0,5 per cento. È un annuncio atteso da mesi e per certi versi storico, visto che potrebbe porre fine a una fase caratterizzata dall’uso di misure senza precedente da parte della Fed. Leggi

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Mario Draghi continua a sostenere l’euro, ma potrebbe non bastare

Il 3 dicembre Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea (Bce), ha annunciato nuove misure per far ripartire l’economia dell’eurozona. Ma la Bce non potrà reggere a lungo le sorti dell’euro, è necessario che la politica si prenda le sue responsabilità. Leggi

La tempesta che ha travolto la borsa di Shanghai

Mentre in Europa l’unione monetaria rischia di essere travolta dai debiti della Grecia, dall’altra parte del mondo, in Cina, è esplosa una tempesta finanziaria di dimensioni ben più grandi che alcuni osservatori non esitano a paragonare al crollo di Wall street del 1929.  Leggi

L’economia cinese si trasforma

Due dati usciti in questi giorni confermano che l’economia cinese cresce a ritmi sempre più lenti. A marzo le esportazioni del paese asiatico sono diminuite del 15 per cento rispetto all’anno prima, mentre le importazioni sono calate del 12,7 per cento. Nei primi tre mesi del 2015, inoltre, il pil nazionale è cresciuto del 7 per cento rispetto allo stesso periodo di un anno fa, il risultato peggiore dal 2009. Leggi

Le cupe previsioni del Fondo monetario

Nei prossimi mesi l’economia globale avanzerà, ma a ritmi molto bassi, soprattutto nelle economie più ricche, al punto da far temere un periodo prolungato di crescita debole o nulla. Questo scenario, che per certi versi ricorda la “stagnazione secolare” teorizzata dall’economista ed ex ministro del tesoro statunitense Larry Summers, è stato dipinto dal Fondo monetario internazionale, che ha appena pubblicato l’edizione 2015 del suo World economic outlook. Leggi

Il fattore umiliazione nella crisi dell’euro

L’intesa tra la Grecia e l’eurogruppo è arrivata dopo estenuanti trattative, alla fine delle quali il premier Alexis Tsipras ha dovuto rinunciare alle promesse fatte agli elettori, in particolare a quella di porre fine ai duri programmi di austerità imposti dalla troika. Ma non si può ignorare l’aspetto psicologico della vicenda e le sue conseguenze nella società greca. Leggi

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La decisione di Draghi è arrivata: meglio tardi che mai

Il 22 gennaio 2015, dopo più di un anno di discussioni e rinvii, la Banca centrale europea (Bce) ha lanciato un suo programma per l’acquisto di titoli, il cosiddetto quantitative easing (alleggerimento quantitativo, qe). Si tratta di uno strumento già usato da altre banche centrali – soprattutto la Federal reserve statunitense, la Bank of England e la banca centrale giapponese – per cercare di rilanciare l’economia dopo la crisi scoppiata nel 2008. Leggi

Lo shock del franco svizzero

Il 15 gennaio la Banca nazionale svizzera (Bns) ha annunciato che il valore del franco nei confronti dell’euro sarebbe tornato a fluttuare liberamente dopo più di tre anni. Nel 2011, infatti, la Bns aveva deciso di fissare il cambio tra le due monete a 1,20 franchi per 1 euro. La notizia ha provocato un rialzo del franco del 30 per cento (secondo molti esperti, un fatto senza precedenti nella storia recente). Nella stessa giornata la borsa di Zurigo ha perso il 9 per cento: gli investitori temono che il franco rivalutato abbia gravi ripercussioni per un’economia come quella svizzera in cui le esportazioni e il turismo hanno un peso decisivo. Leggi

Perché il dollaro forte è un pericolo per l’economia globale

Negli ultimi mesi il dollaro statunitense si è fortemente rivalutato rispetto alle altre monete. Secondo l’Us Dollar index, un indice che misura il valore del dollaro rispetto a un paniere di valute straniere, dalla metà del 2014 c’è stato un apprezzamento del 12 per cento. Molti economisti sottolineano allarmati che questo fatto è un grave rischio per l’economia globale. Perché? Lo spiega l’ultimo rapporto trimestrale della Banca dei regolamenti internazionali (Bri), un’organizzazione con sede in Svizzera che promuove la cooperazione tra le banche centrali. Leggi

Un giuramento di Ippocrate per i banchieri

In un esperimento pubblicato sul settimanale Nature un team di ricercatori dell’università di Zurigo ha diviso in due gruppi 128 dipendenti di una grande banca: un gruppo di “controllo”, a cui hanno rivolto domande generiche (per esempio, quanto ore guardi la tv?) e un gruppo di “terapia”, che ha risposto a domande sul lavoro in banca. Leggi

Il declino delle banche

Il 12 novembre sei grandi banche – le britanniche Hsbc e Royal Bank of Scotland, la svizzera Ubs e le statunitensi Jp Morgan Chase, Citibank e Bank of America – sono state multate per 4,3 miliardi di dollari dalle autorità del Regno Unito e degli Stati Uniti per aver cercato di manipolare il mercato dei cambi monetari. Leggi

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L’Europa ha bisogno della politica

Riformare l’economia europea vuol dire anche costruire un sistema più equo a cui contribuiscano tutti in base alla loro ricchezza. Nell’Unione europea diversi paesi concedono vantaggi fiscali per attirare imprese e i grandi patrimoni privati sul loro territorio, favorendo in molti casi l’evasione e l’elusione fiscale. Leggi

Cosa ho visto al festival dell’economia di Trento 2014

La seconda parte del diario dal festival di Trento. Leggi

Cosa ho visto al festival dell’economia di Trento 2014

Anche l’economia è piena di luoghi comuni. Circolano opinioni e concetti la cui diffusione li rende verità ovvie e di facile presa sull’opinione pubblica. Leggi

Cosa ho visto e ascoltato al festival dell’economia di Trento

Mozambico, Cina, paesi emergenti: numerosi incontri, tutti interessanti e con punti di vista diversi. Leggi