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Fabio Ciconte

È direttore dell’associazione ambientalista Terra! Onlus e portavoce della campagna FilieraSporca contro lo sfruttamento del lavoro in agricoltura.


  • 13 Mar 2017 14.33

Con le aste online i supermercati rovinano gli agricoltori

“È come giocare alla slot machine”. Seduto di fronte al suo computer, Francesco Franzese batte freneticamente sui tasti simulando il gioco al quale si è trovato a partecipare suo malgrado. Trentasette anni, amministratore delegato del gruppo che produce i pelati e la passata La Fiammante, ha il dente avvelenato contro una prassi che si sta sempre più affermando tra gli operatori della grande distribuzione organizzata (gdo): quella delle aste online al doppio ribasso. Leggi

  • 06 Mar 2017 12.26

Come il supermercato è diventato un’industria

La marca del distributore, ovvero il prodotto con il logo del supermercato, è in crescita inarrestabile. Da un alto permette prezzi di vendita più bassi, dall’altro rischia di creare un’omologazione verso il basso, alle lunghe dannosa per l’agricoltura, l’industria e per gli stessi consumatori. Leggi

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  • 27 Feb 2017 13.13

Supermercati, il grande inganno del sottocosto

La scritta campeggia ben visibile all’entrata del supermercato: “Sottocosto”. Passata di pomodoro a 0,49 euro, pacchi di pasta a 0,39, confezioni di tonno da quattro a 1,99 euro. Il locale è quello di una grande catena, a Roma. La promozione è simile a quelle delle aziende concorrenti in tutta Italia. Leggi

  • 19 Ott 2016 11.46

La legge sul caporalato è il primo passo contro la filiera sporca del cibo

L’approvazione in pochi mesi della legge sul caporalato è senz’altro una buona notizia, ma non sufficiente per eliminare in maniera definitiva lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. Leggi

  • 20 Ago 2016 14.19

In Puglia braccianti e caporali lavorano per uscire dall’illegalità

Abu Sow si è stufato di lavorare nei campi. “Non ha più senso raccogliere i pomodori per quattro soldi. Bisogna cambiare”. Alto quasi due metri, magro come un chiodo, questo senegalese sulla cinquantina ha un sorriso discreto e lineamenti asciutti. E ha capito che l’aria è cambiata per chi sfrutta i migranti. Leggi

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