Su un treno a Rangoon, in Birmania. (Soe Than Win, Afp)
Il governo birmano sta avviando delle riforme e ha liberato alcuni prigionieri politici. Ma di molti altri non si sa ancora niente.
Aung San Suu Kyi e i 33 deputati della Lega nazionale per la democrazia giurano in parlamento a Naypyitaw, in Birmania. (Soe Zeya Tun, Reuters/Contrasto)
Il premier britannico David Cameron a Rangoon, in Birmania, con Aung San Suu Kyi. (Peter Macdiarmid, Getty Images)
Il primo ministro britannico, in visita in Birmania, ha incontrato il presidente Thein Sein e la leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi. La premio Nobel per la pace ha approvato la proposta del premier di sospendere l’embargo.
I ministri degli esteri dell’Associazione delle nazioni del sudest asiatico (Asean) hanno appoggiato la richiesta birmana di revocare le sanzioni economiche imposte dall’Europa. Inviti simili arrivano dagli Stati Uniti.
Aung San Suu Kyi arriva nella sede del suo partito a Rangoon, dopo i risultati elettorali. (Khin Maung Win, Ap/Lapresse)
Il suo partito ha ottenuto una vittoria schiacciante (probabilmente 43 seggi su 45 in ballo). Ora la leader della Lega nazionale per la democrazia e premio Nobel per la pace si avvia a diventare un’icona globale.
Il 1 aprile si svolgono in Birmania le elezioni suppletive, in cui sono in ballo 45 seggi del parlamento. Partecipa anche Aung San Suu Kyi. (Reuters/Contrasto)
Il 1 aprile ci sono le elezioni suppletive in Birmania e Aung San Suu Kyi è candidata per un seggio. Oggi con l’ex giunta ha nuova strategia: non più una prova di forza ma d’intelligenza.
Un sostenitore di Aung San Suu Kyi aspetta il suo arrivo alla periferia di Rangoon, in Birmania. (Reuters/Contrasto)
Una seduta della camera bassa birmana a Naypyidaw. (Soe Than Win, Afp)
Nonostante i segnali d’apertura, il regime birmano mantiene il suo pugno di ferro. In questa condizione, essere punk non è solo una moda: è un atto di ribellione.
All’alba in attesa di vendere il pesce al porto di Rangoon, in Birmania. (Afp)
Statue di monaci buddisti vicino a un tempio a Payathonzu, in Birmania. (Sukree Sukplang, Reuters/Contrasto)
Aung San Suu Kyi, leader del partito d’opposizione birmano Lega nazionale per la democrazia, tra i suoi sostenitori a Myaungmya. (S. Zeya Tun, Reuters/Contrasto)
Aung San Suu Kyi lascia la sede dell’ufficio elettorale a Rangoon, in Birmania, dove si è registrata per partecipare alle elezioni del 1 aprile. (Soe Than Win, Afp)
Il blogger e oppositore Nay Phone Latt, liberato oggi dal carcere di Hpa-an, in Birmania. (Soe Than Win, Afp)
Ecco chi sono i prigionieri politici scarcerati dalla giunta militare. Tra loro, un ex capo dei servizi segreti, un ex primo ministro e alcuni influenti dissidenti.
A Yangon, in Birmania i familiari di alcuni prigionieri aspettano fuori dal carcere che i parenti vengano rilasciati grazie a un’amnistia. (Reuters)
Come fanno i brasiliani ad avere un’economia in crescita, il debito sotto controllo e la disoccupazione in calo?